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18. 04. 2021 08:01

In isolamento per 46 giorni, ma negativo: «Mi sono sentito abbandonato»

La disavventura di un cameraman milanese costretto per 46 giorni in isolamento

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Dopo 46 giorni di isolamento e 5 test effettuati termina l’avventura di un trentasettenne milanese alle prese con il coronavirus. Risultato positivo durante un test ad inizio Marzo, Alessandro – questo il nome del protagonista della storia – lancia aspre critiche rivolte all’Ats: «La gestione è stata pessima, anzi un dramma. Mi sono sentito abbandonato».

I motivi. Dopo esser risultato positivo al primo tampone, l’Ats come da prassi ha prescritto al giovane di restare in autoisolamento nella propria abitazione. Tuttavia, il trentasettenne durante le prime settimane non ha ricevuto indicazione alcuna su come comportarsi.

«Ero molto spaventato – ha raccontato Alessandro -. Per i primi 14 giorni non ho ricevuto una chiamata né dall’Ats, nè dal mio medico di base». Chiedendo i motivi del silenzio, il trentasettenne si è sentito rispondere: «Mi hanno detto che a loro risultavo ricoverato e poi dimesso dall’ospedale, per questo nessuno mi aveva chiamato per controllare la mia salute».

A tutto ciò si aggiunge un’altra richiesta insolita da parte dell’azienda sanitaria. «Mi hanno detto che sarei dovuto andare da solo in ambulatorio a fare il tampone, utilizzando mezzi miei ed indossando una mascherina perchè non c’era abbastanza personale per far venire qualcuno a casa», ha ancora spiegato Alessandro.

Dopo 4 test risultati positivi o lievemente positivi, al quinto e ultimo test finalmente la buona notizia: negativo. «Non vedevo mai la fine», sorride ora Alessandro ripensando al suo calvario.

 

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