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15. 04. 2021 06:12

Addio a Cesare Romiti: l’ex manager Fiat si è spento nella sua casa di Milano

Si è spento a 97 anni l'ex presidente della Fiat Cesare Romiti

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Si è spento nella sua casa di Milano Cesare Romiti, il manager a lungo braccio destro di Giovanni Agnelli nella gestione della Fiat. Aveva compiuto da poco 97 anni.

Una carriera legata alla Fiat: l’alter ego di Gianni Agnelli

La sua storia professionale è indissolubilmente legata al colosso automobilistico italiano: rimase in Fiat dal 1974 al 1998.

Dopo qualche esperienza nel mondo della chimica e della Partecipazioni Statali, tra cui anche un’esperienza alla guida di Alitalia, viene chiamato in Fiat nel 1974 proprio in piena crisi petrolifera. Il suo compito sarà quello di far quadrare i conti in un momento così delicato.

Dopo un primo periodo di collaborazione e soprattutto scontro con un altro dei più celebri manager italiani, De Benedetti, Romiti prende il comando acquisendo il nomignolo di “manager di ferro” (nel frattempo De Benedetti abbandona l’incarico). Iniziò così la sua lunga storia in Fiat dove divenne l’alter ego del presidente Gianni Agnelli.

Particolarmente inviso agli operai Fiat passerà alla storia anche per il sostegno alla marcia dei 40.000 del 14 ottobre 1980. Dopo settimane di picchetti da parte per gli operai per la crisi che stava travolgendo la fabbrica torinese, e la minaccia della dirigenza di mettere in cassa integrazione 23.000 lavoratori, ci fu una marcia del “colletti bianchi” che chiedevano il ritorno alla normalità e al lavoro in fabbrica.

Fu un passaggio epocale per la storia industriale italiana, in quanto cambiarono per sempre le relazioni industriali ed il sindacato venne sensibilmente ridimensionato.

Alla fine degli anni ’80 grazie alla gestione di Romiti la Fiat torna ad essere leader sul mercato acquisendo anche l’Alfa Romeo. Già nel 1990 si stava per chiudere l’accordo di fusione con la Chrysler, ma per volere di Umberto Agnelli venne tutto bloccato.

Nel 1996 invece il patron Gianni cede la presidenza della Fiat a Romiti che la terrà fino al 1998.

Non solo luci però per la carriera del manager di ferro: il suo nome finisce nel registro degli indagati durante lo scandalo di Tangentopoli. Nel 2000 la Cassazione lo condannerà ad un anno per falso in bilancio.

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