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19. 09. 2021 19:22

Addio alla signora del Fai Giulia Maria Crespi

Si è spenta all'età di 97 la fondatrice del Fai Giulia Maria Crespi

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Si è spenta quest’oggi a Milano Giulia Maria Crespi all’età di 97 anni. Proveniente dalla famosa famiglia lombarda di cotonieri, fondò nel 1975 il FAI e fu anche proprietaria del Corriere della Sera. A dare il triste annuncio è stato propria Andrea Carandini, l’attuale presidente del Fai.

La signora del FAI 

L’insegnamento di Giulia Maria Crespi può essere riassunto nella sua massima:«Chi ha avuto molto, deve dare molto».

Proveniente da una delle famiglie industriali più ricche di Italia, la sua vita fu caratterizzata da scelte anticonvenzionale per l’ambiente da cui proveniva. Nel 1947 sposò il conte Marco Paravicini, comandante partigiano durante la guerra. Un matrimonio che durò poco a causa dell’improvvisa morte in un incidente del marito. Nel 1965 si risposò poi con l’architetto Guglielmo Mozzoni.

Nel 1962, dopo diverse insistenze riuscì con l’amato padre Aldo ad entrare nella gerenza del Corriere della Sera, di cui ne mantenne la proprietà fino al 1974. A lei si deve l’opera di rinnovamento del quotidiano, dapprima con la direzione Spadolini e poi con quella Ottone. In quel periodo vennero chiamati a collaborare scrittori di grande calibro come Goffredo Parise e Pier Paolo Pasolini.

Il 1975 è invece l’inizio dell’avventura del Fai, il fondo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano: 45 anni spesi a curare e promuovere le bellezze del nostro paese.

Il ricordo

«Pur essendo di carattere forte e imperativo Giulia Maria Crespi ha sempre fortissimamente creduto nel lavoro di squadra come unica possibilità per ottenere risultati seri e duraturi – ricordano così la fondatrice dal Fai -. Una creatività inesauribile, una riluttanza per i compromessi, una passione per il dialogo, una singolare unità di ideali e concretezza, una noncuranza per le difficoltà – tanto più stimolanti quanto ardue – e una mai incrinata perseveranza ne hanno fatto una figura impegnativa per chiunque avesse a che fare con lei, ma al tempo stesso un esempio inimitabile e senza sfumature di ideali civici e di passione per la vita, per la cultura e per l’ambiente».

 

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