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25. 06. 2021 03:45

L’Antimafia lancia l’allarme: sempre più infiltrazioni in Lombardia

Il rapporto semestrale della Dia evidenzia la crescita del fenomeno mafioso in Lombardia, nonostante la sua portata venga ancora sottovalutata

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La Dia, la Direzione Investigativa Antimafia, ha stilato l’ultimo rapporto relativo alla diffusione delle organizzazioni criminali sul territorio nazionale. Dai dati raccolti emerge quanto il fenomeno sia vivo in Lombardia, ma al tempo stesso sottovalutato.

Identikit criminale. Il rapporto sottolinea come siano cambiate le modalità d’azione della Mafia, e come un terreno ricco di imprese come la Lombardia possa diventare un “terreno di caccia”. Le modalità di azione violenta, tipiche dell’immaginario comune, sono state sostituite dalla ricerca di complicità con figure inserite in ambiti economici ed amministrativi.

Di conseguenza l’infiltrazione mafiosa predilige il tessuto imprenditoriale, in particolar modo nel settore degli appalti pubblici e nel rilascio delle autorizzazioni, licenze e concessioni pubbliche. A questi si aggiungono gli ambiti che potremmo definire “classici”: la ristorazione, le costruzioni, i rifiuti, la guardiania, il trasporto di merci, le autodemolizioni e il commercio di auto.

Posizionamento.  Il radicarsi del fenomeno mafioso in Regione è confermato dai dati. Nella classifica delle regioni con il maggior numero di immobili confiscati (3.036) la Lombardia si colloca al terzo posto, mentre al quarto per quanto riguarda le aziende confiscate (358). Davanti a lei solo Sicilia, Calabria e Campania.

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