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30. 07. 2021 19:02

Arancione scuro, la DAD come un fulmine a ciel sereno: studenti e genitori già in rivolta

Il ritorno alla Dad accende la protesta

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Ad uscirne maggiormente colpita dal passaggio in zona arancione scuro è soprattutto la scuola. Da oltre sei mesi le classi elementari non subivano una chiusura forzata. La decisione della Regione è stata un po’ un fulmine a ciel sereno che ha in parte colto impreparati i docenti, ma soprattutto i genitori, costretti a partire da oggi a riorganizzare la propria quotidianità.

Protesta. Le proteste non si sono fatte attendere. Già ieri sera un gruppo di attivisti del comitato «A Scuola!» ha manifestato sotto il Palazzo della Regione esponendo manifesti e scandendo slogan come «Niente scusanti, niente varianti, senza la scuola si resta ignoranti» e «Sui vaccini voglia chiarezza e della scuola la certezza».

Nei giorni scorsi il comitato ha promosso un ricorso al Tar per svincolare l’apertura delle scuole dal colore delle Regioni. Oggi studenti e genitori torneranno a farsi sentire con “Priorità alla scuola” che ha organizzato per le 17,30 una manifestazione davanti agli uffici Ats.

«Pretendiamo maggiori investimenti nella prevenzione e la volontà – denunciano gli organizzatori -, a un anno dall’inizio della pandemia, di non scaricare ancora sulle scuole e i minori colpe che sono da imputare alla gestione lombarda della pandemia: la scuola non è colpevole, siete voi irresponsabili».

Particolarmente critico sulla decisione di chiudere le scuole anche l’assessore all’Istruzione Paolo Limonta, il quale insegna alla scuola elementare Giacosa: «Ho promesso ai miei alunni che ci vedremo in video, non per ripassare grammatica o storia, ma per stare assieme, per non troncare i legami, per continuare a essere comunità. Chiudere le scuole è uno sbaglio enorme».

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