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23. 10. 2021 19:01

I “furbetti” del Bonus Covid. La consigliera di Milano Progressista si autodenuncia: «Ho un mutuo sulle spalle»

Una consigliera del Comune di Milano ammette di aver usufruito del bonus Covid da ieri al centro delle polemiche

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Da ieri è partita la “caccia” ai deputati che hanno usufruito impropriamente del bonus Covid da 600 euro.  Tra questi c’è però anche chi fa autodenuncia, come la consigliera di “Milano Progressita” Anita Pirovano.

L’autodenuncia. Ad annunciarlo lei stessa attraverso il proprio profilo Facebook questa mattina. «Dalle prime indagini – scrive nel post Pirovano – sarebbe emerso che i cinque di Montecitorio sarebbero tre deputati della Lega, uno del Movimento 5 Stelle e uno di Italia Viva. Inoltre, nella vicenda sarebbero coinvolti addirittura duemila persone tra assessori regionali, consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci. Apprendo dunque da Repubblica online che sarei coinvolta (!) nello scandalo dei “furbetti del bonus” e mi autodenuncio» .

La consigliera proseguo ammettendo di non vivere di politica, e che quel bonus serviva a sostenere le spese famigliari a fronte della crisi generata dalla pandemia.  «Non vivo di politica perché non voglio e non potrei – prosegue il suo messaggio social -. Non potrei perché ho un mutuo, faccio la spesa, mantengo mia figlia e – addirittura – ogni tanto mi piace uscire e durante le ferie andare in vacanza. In più ho studiato fino al dottorato e all’esame di stato per diventare psicologa e ricercatrice sociale, professione in cui negli ultimi tempi mi sembra spesso di essere più utile alla società che in consiglio comunale, attività a cui comunque dedico tutto il tempo non lavorato e la passione di cui sono capace».

Infine la consigliera ammette di non vederci nulla di male nella richiesta del bonus da parte di una carica politica come lei che non trae l’entrate principali dal suo ruolo istituzionale.

«Come tanti mi indigno se un parlamentare in carica fruisce ammortizzatori sociali e penso sia paradossale che una misura di sostegno al reddito non preveda nessuna soglia di reddito – scrive ancora su Facebook -. Tutto ciò premesso qualcuno – magari anche più lucido e meno incazzato di me – mi spiega perché da lavoratrice, e la politica non è un lavoro per definizione, non avrei dovuto fare richiesta di una misura di sostegno ai lavoratori destinata perché faccio anche politica?»

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