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04. 08. 2021 17:27

L’incubo “nera” non finisce a Rogoredo: il boschetto si è spostato più a sud

A due anni dalle operazioni delle forze dell'Ordine, il boschetto di Rogoredo torna ad essere centro dello spaccio di droga

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La famosa operazione “L’unione fa la forza” messe in atto nel 2019 dal prefetto Renato Saccone ha ripulito il “boschetto della droga” di Rogoredo. Anzi, per meglio dire ha fatto sì che la zona di spaccio più grande di Milano si spostasse semplicemente più a sud.

Una nuova area di spaccio a Rogoredo

Un nuovo boschetto con caratteristiche molto simili al primo si è formato all’incirca un chilometro più a sud tra le stazioni di Rogoredo e San Donato Milanese. Se dovessimo tracciare delle coordinate geografiche dovremmo tirare una “X” nel punto in cui via Sant’Arialdo incrocia via San Dionigi, per poi proseguire verso Chiaravalle.

I pusher si sono spostati in questa zona dove si sono trascinati decine e decine di tossicodipendenti a cui continuano a rifilare la famosa “nera”, l’eroina, così tanto tornata di moda tra i consumatori per il suo basso prezzo.

Rispetto al vecchio boschetto la nuova zona è ancora più inaccessibile e dotata di tantissime via di fughe in caso di nuovi blitz. Dieci giorni fa è stato rinvenuto qui un cadavere di un quarantenne marocchino: l’autopsia ha confermato che la causa della morte fosse overdose. La storia del boschetto di Rogoredo non è finita: ha solo traslocato.

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