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19. 01. 2021 06:30

Al Bottoni tutti in cortile contro la DAD

Gli studenti del Bottoni dicono "No" alla DAD: la protesta

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Quando le scuole hanno chiuso di nuovo a ottobre Giovanna Mezzatesta, la preside del liceo scientifico Pietro Bottoni, ha dedicato queste parole ai suoi studenti: «Per me, per noi, voi siete importanti, venite davvero prima di tutto: siete la nostra priorità; siete importanti per tutti i vostri docenti, per i quali non siete un numero, ma persone degne di rispetto e di affetto».

Con lo stesso spirito lo scorso 25 novembre la preside ha appoggiato l’iniziativa di alcuni studenti che hanno fatto una lezione dimostrativa davanti all’istituto di via Mac Mahon per chiedere la riapertura delle scuole superiori in sicurezza.

Come si è svolta l’iniziativa?

«Affiancati dal movimento “Priorità alla scuola”, una decina di studenti e qualche docente hanno fatto lezione all’aperto. Su uno striscione i ragazzi hanno scritto “Scuola Preoccupata”. Alcuni insegnanti hanno alternato i loro interventi fuori e dentro l’istituto. Nell’intervallo gli studenti hanno letto gli articoli della Costituzione che parlano di diritto allo studio e alla salute. Nel frattempo gli altri ragazzi si sono collegati online da casa».

A settembre facevano tutti lezioni in presenza?

«Sì, potevamo permettercelo perché la nostra scuola non è molto grande: abbiamo 800 studenti. Per farlo abbiamo trasformato i laboratori di arte e lingue in aule, mantenendo però i laboratori scientifici. Le prime e le seconde sono state divise in due gruppi, dato che erano le più numerose. L’associazione Non uno di meno ha messo a disposizione docenti in pensione ed ex studenti del Bottoni, ora universitari, per fare “gruppi di apprendimento parallelo”. Dopo poche settimane abbiamo dovuto smantellare il progetto perché le scuole sono state chiuse».

Per la riapertura si sta parlando di nuovi turni di entrata e uscita…

«A settembre avevamo già previsto tre entrate diverse con tre orari scaglionati, alle 8.00, alle 9.00 e alle 10.00. Più di così cosa dovremmo fare? Il vero problema è l’entrata delle 9.00: proprio quella è la fascia oraria più frequentata sui mezzi pubblici anche dai lavoratori. Trovo impraticabile la proposta di utilizzare le ore pomeridiane, sia per il rientro serale che per lo studio dei ragazzi. Se gli istituti potessero davvero organizzarsi in modo autonomo le cose andrebbero meglio».

Loris Scivoletto: «Vogliamo la riapertura»

Loris Scivoletto, rappresentante del consiglio di Istituto del liceo Bottoni, ha raccontato la giornata dal suo punto di vista.

Loris Scivoletto
Loris Scivoletto

Come è andata l’iniziativa del 25 novembre?

«Eravamo una decina di studenti, qualche professore e alcuni genitori, ma a distanza ci sostenevano tutti, compresi i collaboratori scolastici e i segretari».

Pensate di andare avanti con la protesta?

«Dipende dalla risposta delle istituzioni, anche alla lettera che abbiamo scritto, chiedendo che le scuole vengano riaperte contestualmente a una migliore organizzazione dal tracciamento dei contagi e all’incremento dei mezzi di trasporto».

Temete la riapertura non prima di gennaio?

«La mia preoccupazione è che si prometta la riapertura a gennaio, ma che poi, dopo l’aumento dei contagi a causa delle maggiori libertà concesse nel periodo natalizio, le scuole non riaprano affatto. Chiediamo che si investa sul ritorno a scuola con azioni, che da un lato riguardino la scuola stessa – dai lavori di edilizia scolastica al reperimento di nuovi spazi, fino alla garanzia della didattica in presenza e all’accesso di dispositivi digitali per tutti – e dall’altro incentrate su misure più generali».

Cosa non vi piace della Dad?

«Dal punto di vista tecnologico al Bottoni non abbiamo problemi perché la scuola ha fornito computer e dispositivi a chi ne aveva bisogno. In altre scuole non è stato così e chiediamo che vengano appianate queste disparità. Inoltre, le lezioni seguite da casa non sono paragonabili a quelle in presenza, sia per la perdita del contatto diretto con compagni e professori, sia perché in classe ci si concentra meglio».

Cosa propongono gli studenti?

 

  • Diminuzione sistematica dell’unità didattica, per il troppo tempo che si passa davanti al computer.
  • Creazione di corsi formativi per i nostri docenti, affinché riescano a offrire lezioni consone a questo tipo di didattica.
  • Attuazione di un piano per incrementare le reti wifi scolastiche, i mezzi di trasporto e il controllo dell’effettivo scaglionamento delle entrate negli istituti.
  • Una particolare attenzione per le quinte che quest’anno dovranno affrontare una prova di maturità a seguito di un anno che si prospetta pieno di vicissitudini.

 

In breve

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