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Milano
17. 05. 2021 05:33

La carica dei Municipi: con le Comunali anche i presidenti aspirano a Palazzo Marino

Verso il rinnovo di Presidenti e Consigli delle nove zone di Milano. Chi farà il salto in Consiglio comunale?

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In passato i Consigli di Zona erano considerati una sorta di palestra dove i politici in erba avevano la possibilità di farsi le ossa. Con l’avvento dei Municipi le cose sono un po’ cambiate ma per molti consiglieri, per non parlare dei presidenti e assessori, il discorso non è cambiato. Anche stavolta tanti proveranno a fare il grande salto a Palazzo Marino per cimentarsi con le problematiche di tutta la città.

Piscina, Lega (Municipio 2): «In campo per scuole e trasporti»

Ha solo 31 anni ma vanta già dieci anni da amministratore al Municipio 2 prima come consigliere poi come presidente. A Mi-Tomorrow il leghista Samuele Piscina spiega perché vuole tentare la nuova esperienza a Palazzo Marino.

Samuele Piscina
Samuele Piscina

Partiamo da un bilancio dei cinque anni da presidente.
«Nonostante i pochi poteri di cui disponiamo abbiano cambiato il volto del Municipio: ricordo gli interventi di messa in sicurezza dei giardini di via Mosso e via dei Transiti, le iniziative culturali, il percorso turistico sulla Martesana. Avrei potuto fare di più se il Comune avesse mantenuto la promessa, mancata come tante altre, di dare sviluppo al decentramento».

Tutte le amministrazioni assicurano il decentramento ma poi lo realizzano solo in parte: perché dovreste distinguersi voi?
«Stilerò io questo punto del programma e sarà fondamentale. Il Comune non può seguire tutto, basti penare che il Municipio 2 ha 160mila abitanti per cui è necessario che le vengano attribuiti poteri reali».

La prossima giunta dovrà amministrare una città che soffre la pandemia da un anno e mezzo: quali possono essere le ricette?
«E’ complicato trovare soluzioni, io dico che la prima cosa da fare è rispettare le regole, una cosa che oggi non si fa a causa della mancanza dei controlli: nei bus non si rispetta il limite delle presenze al 50%, i parchi sarebbero da chiudere. Seconda cosa sostenere il commercio».

In che modo?
«Bisogna mitigare o rimuovere le tasse, ad esempio la Tari, altrimenti i commercianti non riusciranno a riprendersi, devono fare fronte ad affitti altissimi anche in periferia».

Il tema degli affitti cari non riguarda solo i commercianti…
«I prezzi schizzano a causa di un’urbanistica folle che non consente di costruire nuove case».

Ci indica un paio di temi su cui promette il suo impegno?
«Le scuole, il 60% cade a pezzi, ci vorrebbero 400 milioni per ricostruirle e risistemarle: si può fare con i fondi del Recovery Fund. Poi il progetto della Circle Line di cui la città ha urgente bisogno».

Zambelli, Pd (Municipio 8): «Con Sala per il welfare

La premessa è che ancora non c’è una candidatura ufficiale ma la volontà di cimentarsi con le elezioni comunali c’è tutta. Simone Zambelli dopo dieci anni alla guida del Municipio 8 è pronto a dare un sostegno al centrosinistra, a Mi-Tomorrow spiega il perché.

Qual è il suo lascito da presidente?
«Sono molto contento della mia esperienza iniziata da presidente del consiglio di Zona con Pisapia e proseguita con Sala. Sono state realizzate molte opere pubbliche, fatte molte iniziative culturali e sociali, voglio ricordare in particolare la risistemazione e ristrutturazione delle biblioteche di piazzale Accursio e Bonola, l’auditorium di via Quarenghi che conta 500 posti, la scuola di via Viscontini che sarà pronta per il prossimo anno scolastico, i parchi di Citylife, Portello e Cascina Merlata».

Le opere da concludere?
«Avrei voluto vedere concluse la ristrutturazione delle scuole di via Brocchi e via Magreglio e la risistemazione di corso Sempione».

Perché vuole lasciare il Municipio?
«E’ giunto il momento di lasciare il testimone e fare turnover anche se penso che già il giorno dopo che sarò andato via avrò nostalgia perché la dimensione di concretezza del municipio è unica».

Quali sono oggi le sfide più importanti della città?
«Supportare le persone che si trovano in difficoltà a causa della pandemia, arrivare alla prima transizione ecologica, aumentare i servizi di prossimità. Poi c’è un obiettivo di grande importanza su cui dobbiamo lavorare».

Quale?
«Le Olimpiadi del 2026, devono segnare il rilancio di Milano».

Un impegno che vorrebbe portare avanti a Palazzo Marino?
«Mi piacerebbe proseguire il mio impegno per l’edilizia scolastica, è un tema che mi sta molto a cuore. Da assistente sociale mi voglio occupare del sostegno alle persone fragili, agli adolescenti, alla cura del territorio».

E’ prematuro parlare della lista in cui sarà candidato?
«E’ in divenire, posso dire che sono pronto a sostenere il sindaco che sta svolgendo un lavoro importante di aggregazione di tante presenze della città».

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