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02. 08. 2021 21:11

Comunali, Luca Bernardo per Mi-Tomorrow: «La gente non è sicura fuori casa»

A colloquio con Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra: «In periferia Sala si è visto poco e per qualche taglio di nastri»

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Primi giorni di campagna ma già molto intensi, si deve recuperare il tempo perso. Da mattina a sera Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra, batte la città in ogni angolo incontrando i cittadini: è il momento dell’ascolto, racconta a Mi-Tomorrow, poi arriverà quello delle proposte.

Luca Bernardo: “Sto ascoltando le esigenze delle persone”

Com’è questo inizio di campagna elettorale?
«Il ritmo è serrato, sto incontrando tanta gente con grande soddisfazione. Sto ascoltando le esigenze delle persone, sto girando nelle periferie».

Quali sono i problemi che emergono di più?
«L’occupazione, c’è domanda di lavoro. Chiedono anche spazi verdi per i bambini e sicurezza».

Ritiene che a Milano esista un problema sicurezza?
«So bene che i dati sulla criminalità sono in calo, di questo dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine. La questione è che la gente non si sente sicura quando esce di casa, quando si muove la sera».

Cosa propone?
«La polizia locale, che durante il Covid è stata collocata in smart working, deve tornare nelle strade. E’ utile anche il progetto strade sicure per contrastare ogni forma di molestie, insulti o rapine che si verificano nelle strade».

Parliamo di periferie: la giunta Sala ha varato un piano per riqualificarle, come lo giudica?
«I cittadini che ho incontrato mi hanno detto che hanno visto poco Sala nelle periferie. Non basta fare qualche taglio di nastro, bisogna essere presenti quando c’è bisogno: io voglio essere presente davvero nelle periferie, dare una risposta ai piccoli e grandi problemi».

Tema caldissimo: la mobilità.
«Proprio perché si tratta di un tema molto importante voglio ascoltare i residenti e i commercianti, coinvolgerli, sentire le loro idee. Una signora mi ha detto che qualche tempo fa un assessore di questa giunta ha fatto un incontro in cui ha spiegato cosa voleva fare il comune: era già tutto deciso senza coinvolgere i cittadini, io non voglio fare così».

Piste ciclabili: le mantiene o le cancella?
«Le ciclabili non si possono cancellare se non altro per i soldi che sono stati spesi. Il tema è un altro: vanno ripensate, non possono funzionare come un imbuto per il traffico, stesso ragionamento vale per i monopattini».

Come regolamentarli?
«Io sono a favore della mobilità in bicicletta e anche dei monopattini ma fissando alcune regole che garantiscano la sicurezza dei passanti ad esempio prevedendo l’assicurazione, la targa, il divieto di uso dei marciapiedi».

Area B e C: cosa farete?
«Decideremo in base a ciò che ci diranno i cittadini, sarà un punto del programma che farò con i partiti della coalizione».

Sull’ambiente è molto sensibile, come intende agire?
«In modo non ideologico, per cui voglio promuovere l’ambiente senza finire prigioniero di chi sostiene che non si deve mai tagliare un albero a prescindere dal contesto in cui si trova».

Urbanistica: ci sono grandi progetti in ballo, c’è spazio per un ripensamento?
«Milano dev’essere in grado di attrarre capitali, di attirare investimenti e invogliare la gente a trasferirsi qui. Dobbiamo andare avanti con gli scali ferroviari, i progetti per le Olimpiadi».

Si deva andare avanti anche sul nuovo stadio?
«E’ un progetto che garantisce quattromila posti di lavoro e che può diventare un punto di riferimento per gli sportivi. Penso alla creazione di un museo virtuale, dove tutti possano comunicare dentro la rete».

Siamo reduci dalla pandemia, la città si sta riprendendo ma le ferite sono ancora aperte: cosa propone?
«Sostegni a chi lavora, sgravi fiscali e messaggi chiari: oggi non si sa se i locali potranno avere i tavoli all’aperto dopo dicembre».

Sala e Pisapia hanno proclamato Milano città dei diritti: qual è la sua posizione?
«La mia storia personale è sempre stata contro il razzismo, le discriminazioni sotto ogni forma, l’omofobia: sono sempre stato per il rispetto delle persone».

Se sarà eletto per la prima volta dovrà guidare una giunta, gestire la macchina comunale, rispondere a una coalizione: non è intimorito?
«Sono abituato alle urgenze e alle emergenze, non sono spaventato».

C’è un sindaco del passato che ha apprezzato?
«Albertini e Moratti».

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