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03. 12. 2020 17:06

Coronavirus, torna la paura nelle Rsa di Milano

Nuovi focolai all'interno della Rsa: si accende nuovamente la paura tra i parenti degli ospiti

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Il Covid è rientrato nuovamente nelle Rsa e la mente corre veloce alla tragedia della scorsa primavera. I contagi riprendono ad aumentare anche nelle strutture per anziani, ma si cerca di correre ai ripari isolando i pazienti positivi e trasferendoli in ospedale quando possibile.

La situazione. Torna alta l’attenzione in particolare al Pio Albergo Trivulzio, protagonista principale della triste vicenda delle morti in Rsa durante il lockdown. Secondo il bollettino dello scorso 17 ottobre sono presenti 7 positivi nel nucleo Piatti, lo stesso reparto dedicato alla riabilitazione da cui erano partiti i primi focolai nel mese di marzo.

trivulzio

Questa volta però i positivi sono stati trasferiti immediatamente in ospedale. ««La lezione è stata appresa – racconta il geriatra Luigi Bergamaschini, colui che sollevò il problema della mancanza di dispositivi nei giorni clou dell’emergenza -, i provvedimenti per ridurre il rischio Covid ora sono stati presi, con tutte le difficoltà e criticità che possono succedere. Almeno le grosse Rsa più di quello che hanno fatto non potevano fare. Queste strutture non vanno demonizzate. Anzi, le Rsa dovrebbero essere tutte aiutate, anche dall’esterno, per poter veramente diventare utili agli ospedali che in questo momento hanno difficoltà a prendere malati».

Le altre Rsa. Il timore di una nuova deriva della situazione epidemiologica non coinvolge solo il Pat, ma anche altre strutture del milanese. Tra queste anche la Rsa Famagosta di via Di Rudinì, dove i parenti degli ospiti dichiarano che il virus è già in circolazione, nonostante la dirigenza non voglia rilasciare dichiarazioni.

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