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05. 12. 2020 09:37

Milano, il “Curvo” di City Life accoglie i primi dipendenti

La torre nella mani della società di consulenza Pwc apre i suoi nuovi uffici ai dipendenti

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Il “Curvo” di City Life, ovvero l’ultimo grattacielo firmato Daniel Libeskind, apre le sue porte ai primi dipendenti che occuperanno i nuovi uffici nel centro di Milano. Da oggi, 50 dipendenti di Pwc, la multinazionale specializzata nel campo della consulenza che gestisce gli spazi, inizieranno a lavorare all’interno della torre.

Controcorrente. Mentre molti uffici si svuotano per essere sostituiti dallo smart working Pwc va in controtendenza. Fino alla fine dell’anno i dipendenti confluiranno nella torre al ritmo di 50 persone al giorno riempiendo tre piani alla settimana.

«Comincia un’importante esperienza in questa bellissima nuova sede — commenta Andrea Toselli, presidente e ad di Pwc Italia —. Abbiamo pensato gli spazi mettendo al centro il benessere e la sicurezza delle persone».

Spazi che saranno destinati a cambiare irrimediabilmente con il sempre più preponderante smart working, che sembra ormai tracciare la strada anche per il futuro. «Indietro non si torna — ha raccontato Monica Possa di Generali, la quale occupa un’altra delle torri di City Life —: abbiamo registrato alta produttività da remoto, in futuro servirà una modalità di lavoro bilanciata. Gli uffici non saranno cancellati, ma cambieranno conformazione, simili a coworking con forte apertura all’esterno».

Futuro City Life.  Le aziende presenti restano ottimiste sul futuro della zona nonostante la rivoluzione introdotta dallo smart working. Nonostante l’area sia stata progetta per accogliere un grande flusso di dipendenti e non, il rischio che venga meno non le intimorisce.

«Non abbiamo in programma di cambiare strategie — spiega Benedetto Giustiniani, a capo di Generali Real Estate per il Sud Europa —. Stiamo vedendo un visibile ripopolamento del quartiere che viene frequentato da persone che vengono dal quartiere e da altre zone della città. È vero, i ristoranti non sono più gremiti ma stanno lavorando bene, peraltro abbiamo continue manifestazione di interesse per i nostri spazi, abbiamo firmato accordi anche durante il lockdowne il calo dei visitatori dello shopping district, a settembre, è stato limitato al 17 per cento. Tenendo conto che mancano turisti e lavoratori in smart working, si tratta di un ottimo risultato».

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