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27. 09. 2020 17:04

Desecretati gli atti del Cts: nonostante il comitato chiedesse misure differenziate per regioni, Conte decretò il lockdown

Sono stati desecretati gli atti del Cts: nonostante il comitato chiedesse misure differenziate per le Regioni, Conte decretò il lockdown. Nei documenti non sono però presenti i verbali riguardanti la mancata zona rossa di Alzano e Nembro

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Da giorni le opposizioni al Governo e il Copasir chiedevano che fossero desecretati gli atti riguardanti il Cts prodotti all’inizio della pandemia. Oggi sono stati finalmente resi pubblici: dai documenti emerge una notevole discrepanza tra le linee dettate dal Cts e quelle intraprese dal governo Conte.

Il documento. Dal testo reso pubblico si evince che il 7 marzo scorso il Comitato Tecnico Scientifico si rivolgeva al ministro Speranza chiedendo l’adozione di due livelli di misure di contenimento. Nello specifico si chiedevano misure più rigorose in Lombardia e nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria e Asti.

Nonostante si suggerissero misure più blande per le altre regioni, due giorni dopo il premier Conte con il Dpcm del 9 marzo decretò il lockdown su tutto il territorio nazionale senza distinzioni e senza citare alcun atto del Cts.

I documenti resi pubblici sono 5 e riguardano i verbali delle riunioni avvenute il 28 febbraio, il 1 marzo, il 7 marzo, il 30 marzo ed infine il 9 aprile. Tuttavia mancano i verbali relativi alle discussioni relative alla mancata zona rossa di Nembro ed Alzano nella Val Seriana.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha promesso totale trasparenza sugli atti, nonostante alcuni tasselli siano ancora mancanti. «La Presidenza del Consiglio – ha dichiarato il ministro – ha già provveduto a consegnare i verbali del Cts a chi ne ha fatto richiesta e la regola della trasparenza è quella cui non intendiamo rinunciare».

In breve

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