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24. 06. 2021 05:43

Terrore al Duomo, l’interrogatorio dell’assalitore: «Mi hanno drogato»

Mahmoud Elhosary è stato interrogato a San Vittore. Tutte le novità emerse dal colloquio

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Gli inquirenti continuano a cercare di comprendere le motivazioni che hanno spinto Mahmoud Elhosary, il 26enne egiziano che due giorni fa ha tenuto in ostaggio con un coltello un vigilante nel Duomo di Milano, a compiere il folle gesto. Per ora hanno ottenuto dall’assalitore solo farneticazioni, così è stata richiesta una perizia psichiatrica.

Gli interrogatori. Ascoltato a San Vittore, Mahmoud ha iniziato ad affermare frasi sconclusionate affermando di essere stato drogato. Il suo avvocato, Costanza Pedrotti, gli ha suggerito di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Di conseguenza sarà necessaria una perizia psichiatrica per valutare le condizioni mentali dell’imputato. Dalle ricostruzioni del pool antiterrorismo è emerso che Mahmoud nel 2016, dopo esser stato accusato di un furto a Malpensa, era tornato in Egitto, dove aveva seguito un percorso di cure per ansie, psicosi e depressione. Una volta tornato poi in Italia si era rifiutato di continuare il percorso intrapreso nel suo paese d’origine.

Stato mentale. I familiari si sono messi in contatto con la Procura per fornire tutta la documentazione medica necessaria. Anche secondo le dichiarazioni della famiglia il giovane non avrebbe mai avuto alcun legame con i terroristi islamici.

Si attende la perizia psichiatrica, ma sul suo stato mentale instabile non permangono troppi dubbi. Durante la contrattazione in Duomo con gli agenti, poco prima di essere assalito e bloccato, aveva affermato: «Mi chiamo Cristiano ed ho un alloggio qui dentro al Duomo».

 

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