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19. 01. 2021 15:18

Educatori ed asili nido: gli invisibili del “Decreto Rilancio”

Gli educatori ed i gestori degli asili nido sono i grandi esclusi del "Decreto Rilancio": cosa si prospetta per il loro futuro?

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In molti durante questi mesi di pandemia si sono sentiti “invisibili“. C’è chi si definisce tale soprattutto in questo momento di ripartenza: è il caso degli educatori degli asili nido. Giovedì pomeriggio, riuniti sotto la sigla “Educhiamo” si ritroveranno sotto la sede della Regione per far sentire la propria voce.

Silenzio tombale. Sono oltre 10.000 gli asili nido privati in italia, ma tuttavia sembra che il Decreto Rilancio si sia dimenticato di loro. «Il silenzio sui servizi educativi 0-6 è tombale», spiega Cinzia D’Alessandro, portavoce degli educatori in protesta.

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Molti centri rischiano di non riaprire  a settembre. «Le strutture chiuse a fine febbraio, come successo in Lombardia – aggiunge D’Alessandro -, avranno la copertura fino a metà giugno. I mesi successivi saranno a carico delle imprese, già martoriate da mesi di inattività e per le quali non è prevista la riapertura».

Invisibili. Gli educatori si sentono abbandonati in questa fase così delicata. «Siamo gli invisibili – prosegue la portavoce – e lo sono soprattutto i bambini nella fascia di età 0/3 anni che non potranno nemmeno usufruire degli spazi ricreativi dei centri estivi previsti dal governo dal 15 giugno. Se il governo non interverrà si creerà un baratro sociale».

 

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