22.1 C
Milano
21. 09. 2021 15:45

Fedez accusa il professor Galli: «Sanità pubblica imbrigliata nella burocrazia»

Il rapper svela il retroscena sulla mancata donazione all'ospedale Sacco: il professor Galli avrebbe chiesto medici ed infermieri piuttosto che soldi

Più letti

La puntata di Report di ieri sera è tornata sulla vicenda Fedez e delle donazioni mancate all’ospedale Sacco. Il noto rapper nei mesi più bui della pandemia aveva attivato insieme alla moglie Chiara Ferragni una raccolta fondi, la quale ha raggiunto la consistente somma di 4,5 milioni di euro. L’obbiettivo era donarla ad un ospedale pubblico impegnato nella lotta contro il Covid, ma alle fine i fondi sono stati destinati ad una struttura privata, ovvero il San Raffale.

I fatti. Fedez, una volta raccolta l’ingente somma, si era rivolto al professor Massimo Galli, primario del reparto di malattie infettive all’ospedale Sacco. Alla domanda su quale progetto investire, il rapper si era sentito rispondere dal professore che più che i soldi sarebbe stato utile l’arrivo di nuovi medici ed infermieri per fronteggiare l’epidemia.

Non contento della risposta ottenuta, Fedez avrebbe indirizzato i fondi all’ospedale San Raffaele, dove il direttore della struttura non si è fatto ripetere due volte l’offerta. Dopo l’evento il rapper aveva accusato pubblicamente la sanità pubblica, a suo dire troppo imbrigliata nelle maglie della burocrazia per comprendere la gravità della situazione sanitaria.

Dubbi. Di tutta questa vicenda restano però alcuni quesiti. Per quale motivo Fedez si è rivolto direttamente al professor Galli e non al direttore della struttura? Il primario di malattie infettive è impegnato nella lotta in prima linea al Covid, ma non spetta lui il ruolo di gestione ed investimento delle risorse.

Altro quesito che sorge spontaneo è perché si sia rivolto invece al direttore del San Raffaele, e non all’omologo del professor Galli, ovvero il primario di malattie infettive della struttura privata.

Probabilmente tutte queste domande non otterranno una risposta, ma forse Fedez con uno sforzo in più sarebbe riuscito a destinare realmente le risorse alla sanità pubblica, già fiaccata dalle crepe della malagestione, che durante la pandemia si son allargate sempre più.

 

In breve

La rivoluzione di Emporio Armani entra negli “anta”: 40 anni fa nasceva il logo con l’aquila

Quarant’anni tondi e non dimostrarli. Era il 1981 quando comparve per la prima volta Emporio Armani e l'iconico logo...