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18. 05. 2021 21:44

Felici e scontenti: il punto di vista della comunità ebraica sulle prossime Comunali a Milano

Anche la comunità ebraica, con i suoi settemila iscritti, si prepara alle elezioni Comunali di ottobre

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Di piccole dimensioni, conta circa settemila iscritti, ma di grande vivacità culturale e sociale, la comunità ebraica di Milano si appresta a vivere le elezioni comunali come tradizione, ovvero senza candidati di bandiera. Chi si candida lo fa a titolo personale, è probabile che saranno diversi membri a provarci in liste diverse e antagoniste tra di loro, tra cui Jarach e Nahum.

Jarach, Forza Italia: «Da Sala solo parole»

Già candidato alla presidenza del Municipio 1 per il centrodestra nel 2016, ha poi guidato l’opposizione a Arrigoni durante il mandato. Filippo Jarach, di Forza Italia, e adesso è pronto ad un impegno per riportare al governo la sua coalizione.

Cosa la spinge in particolare a rigettarsi nella mischia?
«Bisogna impedire a chi ha fatto danni per cinque anni di continuare a farli».

E’ un giudizio molto duro.
«E’ un giudizio basata sul fatto che l’amministrazione Sala ha fatto una bella comunicazione ma la sue azioni sono state poco incisive».

Sono tanti i progetti di questa Amministrazione…
«Tutti avviati dalle giunte Albertini e Moratti: a parte questi mi si può indicare una scelta importante della giunta Sala?».

Per esempio nel campo dei trasporti.
«Sono state fatte scelte molto ideologiche, a cominciare dalle ciclabili, basti vedere quelle realizzate nel Municipio 1 dove hanno fatto un’altra cosa scellerata: la pedonalizzazione di Piazza Castello che così è diventata una landa desolata».

Come giudica Area C a quasi dieci anni dalla sua istituzione?
«Va modificata, a questo proposito ho presentato una mozione, che il Municipio ha votato all’unanimità, per spostare l’orario serale dalle 19.30 alle 18.00 perché ci sono molti residenti che rientrano la sera tardi, sarebbe un modo per agevolarli».

Si candiderà?
«Se mi verrà chiesto sarò pronto, potrei correre per la presidenza del Municipio o il consiglio comunale».

Nel secondo caso il resto della città è molto diverso dal centro…
«Non è un problema, conosco bene tutta la città».

Quali sono i punti programmatici su cui dovrebbe battere di più il centrodestra?
«La città più vivibile per tutti, la restrizione di Area C, le politiche per gli alloggi, il sostegno ai locali colpiti dalla crisi».

Su cosa puntare per fare ripartire la città?
«Il turismo, da oltre un anno mancano gli stranieri, bisogna riuscire a fare tornare Milano attrattiva, ai fasti che merita. Questa città ha tante potenzialità, ha bisogno della guida giusta».

Nahum, Partito Democratico: «Cinque anni positivi»

Nel 2016 ha mancato l’elezione in Comune per appena 26 voti, stavolta spera di avere più fortuna. Daniele Nahum, responsabile per la cultura del Partito Democratico, spiega a Mi-Tomorrow le ragioni dell’impegno politico a sostegno della giunta Sala.

Come giudica cinque anni di Amministrazione Sala?
«Positivi, Sala ha continuato il lavoro avviato da Pisapia, la città ha risposto bene».

Il covid ha fatto venire meno gli entusiasmi dei primi anni.
«L’avvento della pandemia ha cambiato i paradigmi di quella che era una città opulenta: l’impegno di oggi è rivolto alla ricostruzione e alle periferie, alla lotta contro le povertà».

Le politiche sociali sono la priorità del centrosinistra?
«Rispondo con alcuni esempi: ci sono 20 mila bambini con genitori che dichiarano un reddito Isee di 3 mila euro l’anno, il progetto Arca riscontra un aumento del 40 per cento delle richieste».

Sala è stato rimproverato per non avere affrontato nel modo migliore l’avvento della pandemia, cosa ne pensa?
«La vera questione da affrontare è la gestione della Regione Lombardia: ricordo solo la delibera con cui hanno mandato i malati nelle case di riposo, hanno sbagliato la gestione dei tamponi, ci sono le file per i vaccini. Sala può avere fatto qualche dichiarazione sbagliata ma quel poco che poteva fare lo ha fatto bene».

Come si può fare ripartire Milano?
«Le Olimpiadi sono una grande occasione: assieme a tante altre risorse saranno utili per ricostruire il tessuto sociale e produttivo della città».

A proposito di sport, cosa pensa dello stadio?
«Sono legato affettivamente a San Siro ma non contrario al nuovo stadio, l’importante è che le società assicurino i fondi per la riqualificazione del quartiere».

Tema spinoso: le ciclabili?
«Credo che vadano potenziate, dobbiamo andare nella direzione di tutte le città europee».

A ottobre ci riprova?
«Se Il Pd me lo chiede ci ragiono, in caso contrario mi impegnerei comunque nella campagna elettorale».

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