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07. 05. 2021 13:20

Galli: «Più rischioso fare una Tac con contrasto che vaccinare con AstraZeneca»

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«Il rischio di trasmettere il virus ai più fragili è molto, ma molto più alto del rischio di trombosi del seno cavernoso». Così il virologo Massimo Galli, direttore del reparto Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, commenta le ultime vicende sui vaccini AstraZeneca (rifiutati da una parte della popolazione in Lombardia) e Johnson & Johnson (fermato per verifiche dagli Stati Uniti).

Fiducia. «Per l’esperto – intervistato da La Repubblica – occorre rimediare alla crisi di fiducia innescata da questo polverone assurdo. Su AstraZeneca Galli non ha dubbi: Non lo sconsiglio. Sarebbe come se sconsigliassi di fare un esame radiologico con mezzo di contrasto iodato o con gadolinio in una situazione di necessità. Questo tipo di esame, dal punto di vista della letalità, è probabilmente più pericoloso rispetto al vaccino di cui stiamo parlando. E a nessuno verrebbe in mente di rifiutare una Tac quando serve, pur essendo noti alcuni rarissimi casi di reazioni importanti o addirittura decessi in rapporto a un milione di esami. Per il vaccino il discorso è identico».

Campagna. «Non possiamo permetterci il lusso di fermarci, né di rallentare – commenta sancora Galli -. Non voglio fare dietrologie, ma visiti questi fatti mi ritrovo ad avere una non bella sensazione. Non ho elementi, ma strano che succeda tutto questo per AstraZeneca che è il vaccino che costa meno, come peraltro anche J&J, che costa poco più della metà degli farmaci».

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