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23. 10. 2021 19:58

Re Giorgio Armani, un amore senza confini per Milano

Dal ritorno a Milano della sua haute couture, un’escalation d’affetto per la città: ritratto di Giorgio Armani

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Quella scritta è rimasta nel cuore di tutti: «Io ci sono per Milano, con i milanesi, con sentimento». Con la firma autografa di Giorgio Armani, quella sua traccia così chiara e inconfondibile.

Finita sullo storico billboard in via Broletto, su 300 pensiline sparse per Milano, sulle pagine dei grandi quotidiani per ringraziare gli operatori sanitari in prima linea nella lotta al Covid-19. Un sentimento vero, quello di Giorgio Armani per la sua città, che ora ha trovato un altro modo di manifestarsi.

Ecco che il re della moda italiana arriva nel tempio della lirica mondiale. Una decisione che vede Armani nuovo socio fondatore sostenitore del Teatro alla Scala. «Il mio impegno verso Milano, in questo ultimo anno così sconvolgente, è stato importante su tutti i fronti e non potevo certo trascurare il settore della cultura, colpito duramente in ogni suo aspetto – racconta lo stilista –. Le arti vengono sempre messe in secondo piano nei momenti difficili perché non appaiono immediatamente vitali e necessarie. E invece lo sono. Il teatro, la musica, il balletto sono pura espressione di bellezza e delle più alte qualità umane, come creatività, ingegno, fantasia, impegno, che stimolano il progresso e la rinascita. Questa nuova iniziativa è dedicata di nuovo alla città di Milano, per il valore simbolico dell’istituzione, ma anche per i miei legami affettivi e personali con essa, per i ricordi dei tanti spettacoli e concerti cui ho assistito, degli ospiti illustri che ho vestito, di esperienze indimenticabili come la creazione dei costumi, nel 1994, per l’Elektra di Richard Strauss diretta dal Maestro Sinopoli. Ora, più che mai, sento il dovere morale di contribuire attivamente a sostegno del prestigioso Teatro, patrimonio di milanesi e non, vero e proprio simbolo di resistenza intellettuale».

La comunicazione è arrivata alla fine della riunione del CdA del teatro e, come da statuto, un socio sostenitore è tenuto a versare 600.000 euro in cinque anni. L’impegno annunciato sarà formalizzato il prossimo 17 maggio con la cooptazione dell’Assemblea della Fondazione Teatro alla Scala.

Già al momento della sua costituzione, Giorgio Armani era stato tra i primi a sostenere la Fondazione. E ora è tornato in un momento particolarmente delicato per il mondo dello spettacolo e della cultura.

Senza tentennamenti

Ma gli impegni di Armani sono andati ben al di là. E partiti ben prima. A febbraio 2020 ha cambiato tutto il suo percorso in un attimo, senza tentennamenti, stravolgendo la settimana della moda avviata senza problemi, ma che sbatteva la faccia con le prime avvisaglie del virus.

Quindi sfilata a porte chiuse e chiusura temporanea di Armani Hotel e negozi. Intanto, a fronte della situazione di emergenza, “Re Giorgio” ha donato 1.250.000 euro agli ospedali Sacco e San Raffaele, all’Istituto dei Tumori di Milano, allo Spallanzani di Roma e a supporto dell’attività della Protezione Civile.

Il cammino per una vicinanza sempre più stretta è proseguito il 26 marzo 2020 quando il Gruppo Armani ha comunicato la conversione di tutti i propri stabilimenti italiani nella produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari.

Non solo: sono stati destinati ulteriori sostegni agli ospedali di Bergamo, di Piacenza e della Versilia, arrivando ad una donazione complessiva di 2 milioni di euro. Anche l’Olimpia Milano ha fatto la sua parte rinunciando a una parte degli stipendi, con una donazione di un milione di euro.

Sempre “in campo”

Uomo del fare, Armani non ha vacillato un momento quando ha capito che sarebbe stato necessario mettere in campo nuove, concrete iniziative finalizzate al supporto di alcune organizzazioni non profit per la lotta contro la pandemia, la povertà e la salvaguardia dell’ambiente.

Nell’emergenza, l’impegno corporate del Gruppo è proseguito con il contributo delle boutique presenti nelle principali città europee e del mondo, che hanno donato una parte del ricavato dei mesi di riapertura successivi al lockdown a cinquantadue associazioni operanti sui propri territori.

Confermato il consueto contributo a Opera San Francesco per i Poveri, realtà milanese che da più di settant’anni, attraverso la mensa del convento dei frati cappuccini, offre pasti gratuiti e numerosi servizi a bisognosi, senza tetto e, in generale, a chi non è in grado di accedere all’assistenza pubblica.

L’Armani/Teatro si fa hub vaccinale
Una delle prime aziende ad aderire alla richiesta regionale

Il gruppo Armani è una delle prime aziende a dare il via alla campagna vaccinale anti Covid-19, aderendo alla richiesta di Regione Lombardia. La campagna, fa sapere il gruppo, «risponde all’obiettivo di ridurre il gravoso lavoro svolto dalle strutture sanitarie, facendo sì che le risorse siano impiegate all’incremento di assistenza e cura». Il luogo, che da sempre ospita le sfilate del gruppo e che nel febbraio 2020 fu lo scenario della prima sfilata a porte chiuse, spalanca le porte alla sanità d’emergenza. La vaccinazione avverrà nei modi e nei tempi che saranno comunicati e la partecipazione sarà su base volontaria. Appena sarà reso possibile, la vaccinazione verrà implementata anche nelle altre regioni. L’iniziativa, spiega il gruppo, è stata fortemente voluta da Giorgio Armani in un’ottica di servizio e vicinanza ai suoi dipendenti in un momento ancora fortemente critico per la salute di tutti.

La sua Alta Moda torna da noi
Obiettivo: evitare gli eccessi e tornare al “fare moda”

Durante le ultime Fashion Week senza sfilate e senza pubblico, completamente digitali, ecco il guizzo di Giorgio Armani: decide di lasciare Parigi per ambientare la sua nuova collezione Haute Couture Primavera/Estate 2021 a Milano, la sua città, duramente colpita dalla pandemia.

Tra i corridoi e le sale affrescate di Palazzo Orsini, quartier generale dell’alta moda di Armani, si muovono modelle che indossano tailleur blu, icona della Maison, ma anche abiti principeschi fatti di tulle e ricami preziosi che sembrano usciti dai pennelli di maestri del Rinascimento.

Un gesto di profonda gratitudine per la città che lo ha incoronato re della moda a partire dagli anni ’80, ma anche un segnale di cambiamento nei confronti del sistema: la collezione di alta moda, che non avrà stagionalità, comprenderà capi adatti sia all’inverno sia all’estate. Il messaggio è chiaro: evitare gli eccessi, tornare a valorizzare la qualità e alla dimensione più autentica del “fare moda”.

Trecento alberi nel nome del green
Un’iniziativa condiviso insieme al Comune e a Forestami

Emporio Armani riafferma il suo attivo coinvolgimento verso lo sviluppo sostenibile con un piano dedicato all’ampliamento del verde in nove diverse parti del mondo dove il brand è presente e opera, in collaborazione con specifiche realtà locali. L’iniziativa parte da Milano dove Emporio Armani, insieme al Comune e a Forestami, sostiene la valorizzazione e l’implementazione delle aree verdi all’interno della città metropolitana.

Dal mese di novembre saranno piantati in città oltre trecento alberi, come parte del progetto avviato lo scorso anno, che ne prevede tre milioni entro il 2030. L’iniziativa verde sarà quindi estesa anche alle città di Londra, con il supporto all’iniziativa di Green Roof, a Monaco e a New York con l’impegno alla manutenzione di alcuni parchi cittadini, a Tokyo, ma anche nel comune francese di Saint Martin d’Ablois, fino ad alcune province interne della Mongolia e ad alcune aree in Australia, per la riforestazione e la diffusione di una nuova cultura ambientale.

 

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