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07. 05. 2021 12:31

Sci, gli impianti non aprono. Monta la rabbia degli operatori: «Non c’è rispetto per il nostro lavoro»

Il giorno dopo la decisione di Speranza le proteste non si placano: migliaia di disdette per gli albergatori

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«Non c’è rispetto per il nostro lavoro», è questo il coro pacato, ma colmo di rabbia che si alza da parte di tutti gli operatori della montagna.  Il ministro della Salute, appena riconfermato, Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che proroga la chiusura degli impianti sciistici fino al 5 marzo, lasciando l’amaro in bocca a tutti coloro che ormai erano pronti a riaprire proprio quest’oggi.

Disdette. La beffa è ancora più grande dal momento che si era già registrato il pienone di prenotazioni. «Ho assunto 110 persone, molti arrivano dal sud Italia, ho provveduto a trovargli un alloggio. E adesso questa mattina quando si presenteranno cosa gli dirò? Che era tutto uno scherzo, di tornarsene a casa? Ci hanno trattato come dei burattini», si sfoga Marco Rocca, responsabile del comprensorio livignasco del Mottolino.

E così iniziano a fioccare le disdette. «Hanno iniziato a chiamarci non appena è circolata la voce che forse gli impianti non avrebbero riaperto. Gli alberghi sono pieni di persone arrivate sabato convinte che oggi avrebbero sciato. Ci hanno preso in giro», la rabbia del presidente di Federalberghi Sondrio Roberto Galli. «Ci crolla il mondo addosso, sarà un’altra mazzata a livello economico», gli fa eco Laura Kaldembachir dell’hotel Terme di Bormio.

A sostenere gli albergatori e gli operatori degli impianti sciistici anche il governatore Fontana. «Trovo assurdo apprendere dalle agenzie di stampa la decisione del ministro della Salute, con il Cts che aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi sabato — la nota del governatore lombardo Attilio Fontana —. Una decisione dell’ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa».

Lockdown. A rincarare la dose sono infine arrivate le dichiarazioni del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri: «È urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata».

 

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