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23. 07. 2021 21:27

Lombardia, anche gli organizzatori delle fiere puntano il dito contro la nuova ordinanza

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Gli organizzatori di fiere e congressi puntano il dito contro la nuova ordinanza regionale. «Siamo sconcertati dalle indicazioni del Cts che suggerisce la limitazione temporanea alla fruizione di eventi a grande aggregazione di pubblico, tra cui fiere e congressi», ha commentato Maurizio Danese, presidente di AEFI, l’Associazione che riunisce 40 operatori fieristici nazionali.

Nonostante i protocolli. «Le fiere hanno protocolli molto rigidi in materia di salute e sicurezza, validati dallo stesso CTS, che vengono rispettati in ogni fase della manifestazione, compresi allestimenti e disallestimenti – ha aggiunto Danese -. Inoltre le fiere sono agevolate dai grandi spazi in cui si svolgono che permettono di garantire un distanziamento di ben oltre due metri, senza dimenticare la ridotta partecipazione a seguito della pandemia. Dalla riapertura del 1° settembre, tutte le manifestazioni dei nostri associati si sono svolte in totale sicurezza, con grande soddisfazione degli espositori italiani per il business generato».

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Il nuovo blocco delle fiere segnerà perdite economiche ingenti per il settore. «Le fiere – ha concluso Danese – sono uno dei più potenti ed efficaci strumenti di politica industriale a disposizione del Paese da cui si originano direttamente o indirettamente quasi il 50% delle esportazioni. Bloccarle significa non solo distruggere un settore, ma un intero sistema».

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