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06. 05. 2021 10:58

L’assessore Maran lancia una nuova estate all’aperto: «Avanti con la rivoluzione urbana»

L'assessore Maran racconta il prossimo futuro della città tra sperimentazioni urbane ed esenzioni dalle tasse

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Sostegno ai locali con la possibilità di installare tavoli all’aperto e impegno su Tari e Cosap. Ma non è tutto, secondo l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran le nuove politiche, già sperimentate lo scorso anno, stanno realizzando una rivoluzione negli stili di vita dei milanesi.

Cosa cambia rispetto alle misure adottate lo scorso anno a favore dei locali pubblici?
«Nel 2020 appena finito il lockdown ci siamo dovuti inventare le regole, poi dopo l’estate le abbiamo riviste: abbiamo ridotto le possibilità di occupazione del suolo tutelando di più i marciapiedi e la sosta e modificato gli orari».

A che ora si chiuderà questa estate?
«Lo dobbiamo decidere, bisogna valutare le specificità dei quartieri».

Molti milanesi non attendono le riaperture, ci sono assembramenti anche dopo le 18.00.
«Non è facile fare rispettare le norme in questa situazione, molti sono esasperati dal non potersi muovere: proprio per questo motivo è importante valorizzare chi può sistemare i tavolini all’aperto perché così è possibile rispettare di più le regole».

Gli esercenti chiedono agevolazioni sulle tasse comunali.
«La Cosap è stata gratis tutto il 2020 e resta tale fino al 30 giugno, abbiamo chiesto al Governo un contributo per il mancato introito che ci consentirebbe di prorogare la gratuità».

E la Tari?
«Non si può farla pagare a chi non ha dovuto tenere l’esercizio chiuso. Rispetto alla Cosap il discorso è diverso perché la Tari, per legge, dev’essere suddivisa tra cittadini per cui se uno non paga aumenterà la tariffa per gli altri: è importante lavorare con il Governo per impedire che qualcuno debba pagare più del dovuto».

Come giudica l’esperimento dello scorso anno?
«Ha restituito voglia di socialità e convivialità, non è cosa da poco. Soprattutto ha cambiato i quartieri introducendo il concetto di “città dei 15 minuti”: per passare le serate si può stare vicino a casa senza dovere andare ai Navigli».

Sembra di capire che siamo di fronte a un cambiamento strutturale.
«Sì, siamo di fronte a una rivoluzione urbana e a Milano siamo stati i primi a lanciarla».

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