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19. 01. 2021 15:59

Milano, un futuro ancora tutto da scrivere per asili nido e materne

Permangono ancora moltissime incertezze sulla riapertura dei nidi a settembre: il Comune accusa il Governo di aver inviato linee guida incomplete

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I campus estivi per i bambini più piccoli, quelli sotto i 3 anni, sono finalmente iniziati. Tuttavia le scene a cui i genitori hanno dovuto assistere hanno lasciato qualche perplessità: educatori con tute e visiere completamente bardati come se fossero in ospedali. Così sono in molte le famiglie a domandarsi se siano così necessarie certe precauzioni e se soprattutto non snaturino il legame educatore-bambino. Il quesito più grande che però attanaglia i genitori è cosa accadrà a settembre.

Incertezze. «Vedo un grande problema su nidi e materne – aveva annunciato il sindaco Sala nei giorni scorsi – che nasce dal fatto che, non essendo facile garantire il distanziamento, ad oggi tecnicamente non potremmo accogliere tutti i 30mila bambini nelle strutture del Comune».

Palazzo Marino rimbalza la palla al Governo affermando che «le linee guida fornite sono ancora incomplete». Le incertezze sono tante soprattutto in merito ai bambini che potranno essere accolti. Per il momento sono presenti 2 educatori ogni 5 bambini: se le cose dovessero restare così, sarà obbligatoriamente necessario assumere entro settembre nuovo personale e stanziare nuove risorse. Purtroppo settembre è dietro l’angolo ed il tutto appare come una folle corsa contro il tempo.

Tanti solleciti, poche risposte. Giuseppe Bilancioni, fondatore della “Giocomotiva” ha sollecitato più volte l’amministrazione, ma senza ottenere mai una risposta concreta.

«Gli altri anni eravamo soliti fare una riunione entro giugno per tutti i nuovi – scrive Bilancioni ai tanti genitori che si avvalgono dei servizi dell’associazione – e, entro la fine di luglio mandare a tutti il calendario di inserimento così da organizzarci e farvi organizzare la  ripresa lavorativa.Quest’anno, purtroppo ci tocca aspettare una data certa e una modalità (in particolare il rapporto numerico) con le quali impostare gli schemi per l’inserimento o il re-inserimento. Per sollecitare quanti devono prendere queste decisioni abbiamo, tramite i nostri organi di rappresentanza (dei quali siamo stati personalmente fondatori) inviato interpellanze parlamentari, ma, al di là di tanta solidarietà informale, ad oggi non abbiamo avuto alcun tipo di risposta ufficiale».

 

 

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