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Milano
22. 06. 2021 01:01

Milano, all’ex liceo Omero si discute del futuro degli spazi autogestiti

Quest'oggi l'assemblea cittadina degli spazi autogestiti: la proposta del Comune tra dubbi ed incertezze

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Quest’oggi presso l’ex-liceo classico Omero del quartiere Bruzzano occupato da diversi anni dal collettivo Ri-Make, si terrà la terza assemblea cittadina degli spazi “liberati” ed autogestiti di Milano. L’obbiettivo dell’incontro è ragionare sul futuro degli spazi, anche in vista dell’avviso pubblico del Comune per la valorizzazione di 25 stabili, fra cui appunto lo stesso edificio in cui si trova Ri-Make e quello della cascina occupata Torchiera.

Dubbi. Nonostante il tentativo dell’amministrazione di trovare un punto di contatto con gli spazi occupati, i ragazzi dei vari collettivi non reputano particolarmente trasparente la strategia del sindaco Sala.

«Dopo che a prima fase dell’emergenza sanitaria è finita e il Comune ha bisogno di fare cassa – dicono senza mezzi termini dal Csoa Lambretta -. Può forse sembrare una cosa secondaria ma, con la chiusura di tanti esercizi commerciali e di ristorazione per il lockdown, le entrate derivate dall’occupazione e dall’uso di spazio pubblico si sono ridotte drasticamente. Perciò ora c’è bisogno di “recuperare” un po’ di affitti, a partire magari dai centri autogestiti che si trovano in edifici pubblici».

sgombero circolo lambretta

Tuttavia in molti hanno colto l’occasione dell’avviso pubblico indetto dal Comune per provare a costituirsi come “bene pubblico”. «Gli spazi autogestiti della città rappresentano esperienze molto importanti di partecipazione dal basso – raccontano da Ri-Make -. Durante la pandemia abbiamo assistito a un’esplosione di esperimenti di mutualismo e solidarietà, che hanno coinvolto numerose persone e numerosi soggetti che di solito non frequentano centri sociali o collettivi politici. Questo dimostra come gli “spazi liberati” possano davvero essere la base per un’attivazione sociale più ampia, per l’elaborazione collettiva di una diversa idea di città».

Tra aperture verso la regolarizzazione ed operazioni di sgombero, il futuro degli spazi occupati resta ancora alquanto incerto.

 

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