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23. 06. 2021 14:12

Milano, quei rinnovi che non piacciono ai commercianti della Galleria Vittorio Emanuele

Nove attività storiche della Galleria Vittorio Emanuele sono pronte a dichiarare guerra al Comune: le motivazioni

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Alcuni negozi del “salotto” di Milano, la Galleria Vittorio Emanuele, vedranno i propri contratti d’affitto scadere alla fine dell’anno. Il Comune, data l’emergenza coronavirus, non lancerà un nuovo bando come solitamente previsto, ma permetterà alle attività già presenti di rinnovare nuovamente il contratto. Tuttavia sono proprio le cifre del rinnovo ad essere finite nell’occhio del ciclone: i commercianti della Galleria le definiscono troppo alte e sono pronti a dichiarare “guerra” a Palazzo Marino.

Le cifre. Sono 9 le attività della Galleria con il contratto in scadenza. Tra queste anche il negozio di cravatte “Cadè”, il quale per voce del suo titolare, non si spiega perché ci sia una disparità di trattamento rispetto ai bar, ristoranti e tabaccherie della zona. Mentre infatti quest’ultime versano un affitto mensile di 1850 euro, le altre attività commerciali versano 2899,81 euro.

«Intanto questa distinzione di prezzi non mi convince per niente – racconta Luca Cadè, titolare dell’omonimo negozio in un’intervista a “Il Giorno” -. C’è un’Agenzia del territorio che dice che il prezzo a mq in Galleria è di 1.850 euro. Valori maggiori sono emersi durante le aste fatte negli ultimi due anni, nel 2018 e nel 2019, quando ancora non era scoppiata l’emergenza coronavirus e la conseguente crisi economica. Invece il Comune sta basando il prezzo dei rinnovi su quelle aste, in un momento in cui gli incassi delle attività in Galleria, e non solo, sono nettamente inferiori al periodo pre-Covid».

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Infatti gli introiti delle attività commerciali del “salotto” di Milano si sono ridotte vertiginosamente. «Quello che ora incasso in una settimana – aggiunge Cadè -, era quanto incassavo in un giorno nel periodo pre-emergenza sanitaria. Negli ultimi mesi, nel confronto con l’anno scorso, ho incassato l’80-90% in meno».

Nel frattempo le attività in scadenza della Galleria hanno chiesto un incontro con il Comune, ma se non si troverà una soluzione in grado di soddisfare tutte le parti si proseguirà per vie legali. «Se la Giunta va avanti su questa strada, io farò ricorso al Tar – conclude senza mezzi termini il titolare -. E anche tutti gli altri».

 

 

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