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26. 09. 2020 06:15

Milano, la crisi è sempre più nera: a rischio migliaia di posti di lavoro

I dati del rapporto "Milano Produttiva 2020" prospettano un terremoto occupazionale nei prossimi mesi

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Secondo una stima della Cgil la crisi economica a Milano potrebbe provocare la perdita di 300.000 posti lavoro. Una cifra enorme se si pensa che la forza lavorativa della città si attesta intorno a 1,7 milioni di persone.

Un gigante con i piedi d’argilla. Il terremoto occupazionale è stato fotografato anche dall’ultimo sondaggio della Camera di Commercio di Milano, Monza-Brianza e Lodi contenuto nel rapporto “Milano produttiva 2020”.Nella Città metropolitana di Milano, nel settore dell’industria, il 72.4% delle imprese intervistate sta affrontando la situazione sul fronte occupazionale con gli ammortizzatori sociali, il 6.9% con una riduzione dell’organico, il 16.9% con il rinvio delle assunzioni previste, il 6.6% con il mancato rinnovo dei contratti in scadenza. Solo il 21% non ha dovuto ridurre la forza lavoro.

Negli altri settori la situazione non migliora: nell’artigianato solo il 16,9 % delle aziende ha mantenuto il vecchio assetto occupazione. Anche in un sondaggio condotto dalla Sda Bocconi emerge che oltre il 20% delle imprese sarà costretta a ridurre l’organico quando non saranno più sufficienti gli ammortizzatori sociali.

Secondo il professore di Demografia alla Cattolica Alessandro Rosina, Milano è un “gigante con i piedi d’argilla”. Al suo interno sono presenti troppi squilibri legati alla demografia ed ad un welfare non troppo capillare. «Nei Paesi più sviluppati – spiega il professore – la ripartenza dopo la crisi economica di dieci anni fa è stata legata a un aumento della natalità, cosa che a Milano non è avvenuta. tasso di abbandono prematuro degli studi è preoccupante così come quello dei giovani che non studiano e non lavorano. L’emergenza coronavirus potrebbe accentuare queste fragilità, riducendo la natalità, peggiorando le condizioni dei giovani e aumentando le diseguaglianze».

 

 

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