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01. 08. 2021 15:39

Milano, ginecologo brutalmente ucciso in centro: spunta una nuova pista

Continuano le indagini sul medico brutalmente ucciso a Milano: si apre una nuova pista dai risvolti oscuri

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Continuano le indagini sull’ omicidio di Stefano Ansaldi, il ginecologo 65enne ucciso brutalmente in centro a Milano. Dalle ricostruzioni sulla sua vita emergono alcune zone d’ombre che non trovano ancora una spiegazione.

Sospetti. Otto giorni prima della morte il ginecologo aveva inserito nel database del suo studio un “soggetto segnalato”: il medico così avrebbe dovuto rendere informazioni alla polizia sul sospetto contagio da Covid. Tuttavia quest’evento non l’aveva frenato dal prendere in fretta e furia il primo treno per Milano. Per quale motivo?

L’urgenza potrebbe essere ricondotta ad un vecchio procedimento innescato dalla denuncia di una donna, che aveva incolpato il dottore e tre colleghi della morte della figlia appena nata.

Allo stesso tempo si apre un’altra pista: un anno fa il ginecologo aveva denunciato la scomparsa di un assegno in bianco. Quello che insospettisce non è la perdita del titolo di pagamento, ma l’intestazione che questo riportava. Il beneficiario era una società offshore con sede a Malta, finita nello scandalo dei “Paradise Papers” scoperto dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung.

Il fatto fa pensare che Ansaldi sia finito in un giro di soldi in nero e che dovesse incontrare qualcuno per risolvere la questione. La pista del denaro resta una delle tante analizzate e al vaglio degli investigatori, nonostante non si escluda ancora completamente l’ipotesi della rapina.

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