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23. 06. 2021 13:32

Milano, il ricatto della rivista “Viversani & Belli”: giornaliste “deportate” in un capannone

Quello subito dalle redattrici della rivista è un trattamento lavorativo al limite del legale: la vicenda

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Il mondo dell’editoria ultimamente non naviga in acque tranquille: la carta stampata è sempre meno venduta ed i tagli sono all’ordine del giorno. «A mali estremi, estremi rimedi» avrà pensato l’editore della rivista “Viversani & Belli”, il quale davanti alle rimostranze delle proprie dipendenti non propense ad accettare il part-time e la riduzione di stipendio già al minimo sindacale, ha deciso di cedere la testata e trasferire le giornaliste dal centro di Milano ad un capannone sulla provinciale verso San Giorgio su Legnano.

Protesta. A denunciare tale situazione è stato direttamente il cdr del Gruppo Universo, proprietario della rivista, e l’Associazione lombarda dei giornalisti che hanno parlato senza mezzi termini di “deportazione”.

viversani e belli giornaliste capannone

Questa mattina le redattrici hanno scioperato e manifestato davanti alla casa editrice in corso di Porta Nuova. Le giornaliste insieme al sindacato hanno denunciato una situazione al limite del legale. «La redazione è stata sottoposta ad un ricatto – spiegano -. Dopo una lunga trattativa in cui si è chiesto di accedere alla cassa integrazione concessa dal Governo per il Covid, con l’obbiettivo di mantenere i posti di lavoro, l’editore ha scelto la strada di quello che sembra un licenziamento mascherato».

L’azione del gruppo non è solo un ricatto, ma anche un’azione discriminatoria verso il personale femminile dell’azienda. «È una vergogna – ha dichiarato Lorenza Resuli, del Cdr – oltre per le violazioni della legge, ci è stato comunicato venerdì la nuova sede da raggiungere oggi, anche per la discriminazione di nove donne».

 

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