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17. 06. 2021 02:09

Milano, i lavoratori dello spettacolo ancora in piazza: «La Regione se ne frega»

I lavoratori dello spettacolo si mobilitano per l'ennesima volta: il racconto della protesta

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I lavoratori dello spettacolo tornano a far sentire la proprio voce e la proprio rabbia sotto Palazzo Lombardia. «Cultura e spettacolo sono uno di quei settori più colpiti, peggio tutelati e ritenuti più sacrificabili», è il leitmotiv pieno d’amarezza che ormai scandiscono i manifestanti.

La protesta. Sotto Palazzo Lombardia si sono riuniti circa un centinaio di persone per denunciare tutte le difficoltà questa emergenza sanitaria ha creato alle vite dei lavoratori dello spettacolo.

Nel mirino c’è soprattutto la Regione ritenuta uno spettatore immobile davanti a tutta questa situazione. «Regione Lombardia è stata una controparte assolutamente indifferente – affermano gli organizzatori della protesta – . Abbiamo più volte cercato un dialogo che ci è stato negato, abbiamo chiesto che anche la Lombardia potesse stanziare parte del Fondo sociale europeo per il sostegno al reddito dei settori più colpiti. Con questa nuova chiusura non accetteremo passivamente un rimbalzo di responsabilità fra i vari livelli istituzionali».

Reddito di continuità. Per poter far fronte alla terribile situazione economica in cui vertono, i lavoratori dello spettacolo chiedono l’introduzione di un reddito di continuità per tutto il 2021 per «garantire la sopravvivenza economica e psicologica, tutele e sicurezza sul lavoro, una ripartenza consapevole con protocolli nazionali chiari e, soprattutto, una riforma radicale dell’intero settore».

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