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17. 06. 2021 00:11

Milano, il Nidaba Theatre rischia la chiusura: il colpevole non è il Covid

Un altro storico locale milanese potrebbe abbassare le saracinesche per sempre: non è la solita storia a base di Covid

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«L’esistenza del Nidaba Theatre rischia di essere pregiudicata da equivoche speculazioni immobiliari», denunciano i gestori dello storico locale di via Gola.

Cercare di sopravvivere tra le irregolarità

«I locali commerciali con noi confinanti sono stati acquistati e trasformati in piccole abitazioni senza che vi fossero i necessari requisiti di legge, nonché nella totale noncuranza rispetto alla preesistenza di un locale come il Nidaba Theatre», proseguono Max e Barbara Ricciardo, che da 25 anni sono per Milano un punto di riferimento per la musica dal vivo di qualità.

Li avevamo sentiti a luglio quando stavano programmando la riapertura autunnale, dopo la chiusura durante il lockdown, grazie anche a una raccolta fondi alla quale avevano aderito gli affezionati spettatori. Ora il motivo di un’eventuale chiusura non sarebbe la pandemia che ha messo in ginocchio diversi altri ritrovi della musica dal vivo milanesi, ma un’operazione immobiliare che sta facendo terra bruciata intorno al Nidaba.

nidaba theatre via gola milano
I titolari Max e Barbara

Le abitazioni che dovrebbero sorgere al posto dei negozi difficilmente potranno convivere pacificamente con il locale. I gestori affermano che queste operazioni immobiliari «sono in palese contrasto con le politiche dell’Amministrazione Comunale e con gli impegni presi dal nostro Sindaco Beppe Sala».

Un appello al Comune per contrastare il degrado

«Poco più di un anno fa – spiegano – il Primo Cittadino ha evidenziato che la riqualificazione del quartiere non può prescindere dalla presenza di attività commerciali, negozi e botteghe artigiane, che diano impulso alla socialità, al fine di combattere il degrado imperante». Ciò contrasterebbe con la realizzazione di nuove abitazioni a piano strada, senza finestre, con saracinesche chiuse «che stanno trasformando la zona nell’ennesimo degradato ghetto-dormitorio.

Serve piuttosto uno sviluppo di attività e di pubblici esercizi, per poter rivitalizzare il quartiere e riportarlo ad essere degno di fare parte del centro storico di una città come Milano.».

Secondo Max e Barbara «da un lato l’Amministrazione promette la riqualifica del quartiere con l’apertura di attività, dall’altro gli uffici tecnici del Comune facilitano queste operazioni immobiliari che contrastano con la riqualifica e la rendono impossibile».

Nonostante ciò i gestori concludono: «Crediamo fermamente nelle capacità e nei buoni propositi di questa Amministrazione e con loro ci piacerebbe poter collaborare serenamente per sviluppare nuovi progetti per il quartiere e per l’intera Milano. E’ per questo che ci appelliamo a loro, per poter avere un celere ed efficace intervento».

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