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30. 11. 2020 09:29

Milano si risveglia dal torpore estivo: prove di normalità per la metropoli

Milano prova a ritrovare il proprio ritmo: è questa la tanto attesa nuova "normalità"?

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Nell’immaginario comune settembre è per antonomasia il mese della ripartenza. Si chiude con nostalgia il capitolo “vacanze” per tornare a capofitto nel lavoro con una rinnovata energia. Si delineano nuovi progetti per il futuro e nell’aria permane quella sensazione di “svolta”. Sarà così anche per Milano?

Un nuovo test per Milano: prove di normalità in città

Lungo i corsi della città, ai bordi delle nuove ciclabili disegnate durante l’estate, iniziano ad accumularsi le prime foglie dal color giallo-arancione tipico dell’autunno che ormai bussa alla porta. Una nuova stagione sta per arrivare e quest’oggi in qualche modo la città sembra risvegliarsi da un tanto insolito, quanto strano torpore estivo.

Le campanelle scolastiche hanno ripreso a suonare, la gente torna ad affrettarsi verso le stazioni della metro: è questa la nuova “normalità” tanto decantata e tanto attesa? Milano è un quadro imperfetto. Paul Gauguin diceva che per apprezzare un’opera impressionista è necessario mantenere un metro di distanza dalla tela. Anche per non scorgere le falle di una città che stenta a ripartire, probabilmente la cosa migliore, è osservarla con una certa distanza.

“Ripartire”: un imperativo da non dimenticare

Ebbene sì in superficie sembra tutto tornare a muoversi come un tempo, ma sarebbe un errore dimenticare quanto la sfida sia più ardua che mai. «Siamo tutti un pò preoccupati», raccontano i ragazzi all’ingresso del liceo Cremona dove nei giorni scorsi si sono verificati dei casi di positività.

Il timore è purtroppo la caratteristica peculiare di questa nuova ripartenza. Le nuove regole da assimilare sono tante e soprattutto resta l’incognita su quanto saranno efficaci. In questi mesi il bollettino regionale è diventato per i milanesi una consuetudine alla stregua delle previsioni meteo. «Aumentano i contagi, aumentano i posti occupati in terapia intensiva, boom di tamponi», è il leitmotiv che scandisce le nostre giornate.

milano nuova normalità

Ripartire è più che mai un obbligo. La crisi economica avanza più veloce del virus e le insegne continuano a spegnersi una dopo l’altra. Tuttavia i primi segnali stanno arrivando anche con le loro imperfezioni.

Aprono le scuole, anche se non ci sono abbastanza docenti. Riparte il mondo della cultura con un calendario fittissimo, anche se i posti saranno limitati. Torna anche la fashion week milanese, anche se in parte in digitale. Il rapporto sarà di 23 sfilate fisiche contro 41 virtuali.

«Un segnale per lenire il dolore di tutti questi mesi», sono state le parole del direttore Riccardo Chailly alla prima della Scala post lockdown. Leccarsi le ferite però non è abbastanza. Inizia una nuova “normalità” per Milano? Probabilmente no, ma tutto ciò che torna a muoversi nella metropoli, anche nella sua completa imperfezione, è un piccolo tassello per immaginare un futuro che per ora non ha ancora una forma definita.

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