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09. 08. 2020 08:13

Milano, riaprono le discoteche: «Una sorta di ritorno al night anni ’60»

Si ritorna a ballare a Milano. Non saranno però le classiche serate a cui eravamo abituati: tante nuove regole da rispettare

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L’ora “X” è scattata: domani riaprono finalmente le discoteche. Finalmente si potrà tornare a ballare, ma solo a determinate condizioni. In primis, i locali dovranno essere all’aperto: tradotto significa che a Milano solo una discoteca su 10 potrà riaprire. Insomma sì il “The Beach” e il “Just Cavalli”, ma non l’Hollywood e l’Alcatraz.

Più logistica che divertimento. «Sento l’entusiasmo dei giovani, ma cavalcarlo sarebbe pericolo – racconta Roberto Cominardi, il gestore dell’Old Fashion e presidente SilbFipe (associazione che raccoglie le imprese dell’intrattenimento da ballo) -. Per garantire il distanziamento tutti apriremo a capienza proporzionata agli spazi».

Cambieranno anche le regole del ballo. I balli sfrenati resteranno ancora per un pò nel dimenticatoio per lasciare spazio alle serate danzanti intorni ai tavoli, dove il ballo sarà più il complemento accessorio di un post cena o un post aperitivo.

«All’Old Fashion si ballerà al tavolo – spiega Cominardi -. Non in pista, perché i due metri di distanza imposti sono difficili da mantenere. Sperimentiamo questa formula, come fosse un ritorno ai night degli anni Sessanta. Se bisogna mantenere un profilo basso e capienza limitata, iniziamo a piccoli passi»

Il cambiamento coinvolgerà anche tutto il personale. Se dapprima i buttafuori avevano il compito di arginare le risse, ora controlleranno principalmente se le persone che si alzeranno dal tavolo saranno munite di mascherina.

Agli ingressi sarà come consueto controllata la temperatura ed ai tavoli bisognerà compilare un modulo per dichiarare la presenza nel locale in modo da poter tracciare i clienti nel caso di contagi.

E per i locali al chiuso? Non resta che aspettare le scadenze del Dpcm il 14 luglio. Può darsi che qualcosa di nuovi si stagli all’orizzonte.

In breve

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