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15. 05. 2021 13:01

I parenti degli anziani delle Rsa scrivono a Mattarella: «La solitudine accelera la fine della loro vita»

La lettera denuncia dei parenti degli ospiti della Rsa rivolta al presidente della Repubblica

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Le Rsa hanno rappresentato una delle pagine più buie di questa pandemia. Durante il primo lockdown si verificarono, in particolar modo in Lombardia, migliaia di vittime all’interno alle strutture per anziani. Nonostante siano passati diversi mesi dai fatti i parenti delle vittime delle Rsa non hanno ottenuto ancora giustizia, ma soprattutto lamentano ancora condizioni difficili all’interno delle case di riposo. Per tale motivo l’associazione Anchise, Comitato Nazionale Rsa – Rsd – Sanità, ha inviato una lettera direttamente al presidente della Repubblica Mattarella.

La lettera. «I dati relativi ai ricoveri in ospedale e ai decessi delle persone più vulnerabili – scrive il comitato -, impongono la necessità di riesaminare la normativa e la logica che sta alla base dell’attuale sistema assistenziale, sociale e sanitario, che in molti casi non ha garantito misure sufficienti di tutela della salute per anziani e disabili».

Un altro aspetto fondamentale è la possibilità di visitare i propri cari in queste strutture. Tutt’oggi ci sono degli ospiti ai quali è vietato vedere i propri cari da ormai dieci mesi. La solitudine purtroppo è un male silenzioso che deabilita sempre più gli anziani nelle Rsa.

«I nostri cari sono lontani dalle famiglie, isolati dalle misure di restrizione, che contribuiscono ad acuire lo spaesamento e la solitudine, accelerando in molti casi la fine della loro vita – si legge ancora nella lettera -. Parliamo di nonni, nonne, ma anche di madri, padri, fratelli e sorelle, cittadine e cittadini italiani. Il bisogno di carezze e degli sguardi accoglienti dei familiari, che trasmettono vicinanza e amore, sono fondamentali, tanto quanto le cure prodigate dal personale sanitario. Una sola parola d’affetto può aiutare gli anziani e i disabili ad affrontare le difficoltà della vecchiaia e della malattia. È necessario che i pazienti non vengano privati della continuità affettiva e relazionale, che è parte integrante della cura della persona».

Giulia Calisi

Giulia Calisi, membro milanese dell’associazione spiega così l’iniziativa: «Il nostro appello inviato al Presidente Sergio Mattarella ha l’obiettivo di sensibilizzare ponendo la massima urgenza sulla nostra richiesta di garantire il diritto alla salute degli anziani e disabili in tutte le strutture – racconta ai microfoni di Mi-Tomorrow -. Inoltre chiediamo che vengano applicate le ultime linee guida emanate dal Ministero della Salute circa le visite ai parenti.Approfitto ancora per ringraziare tutte le associazioni che hanno sottoscritto il nostro e condiviso il nostro appello, con le quali continueremo insieme a collaborare per una sanità pubblica che garantisca diritti e dignità per utenti e lavoratori.»

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