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18. 09. 2020 13:53

Piazzale Baiamonti, abbattuto l’anfiteatro degli artisti di strada: scontro aperto tra ambientalisti e Palazzo Marino

I bulldozer hanno abbattuto l'anfiteatro degli artisti di strada in piazzale Baiamonti: il Comitato ambientalista del quartiere non ci sta

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Si aggiunge un altro episodio alla vicenda del piazzale Baiamonti. Nei giorni scorsi un blitz con tanto di bulldozer ha distrutto l’anfiteatro costruito dagli artisti di strada per i loro spettacoli. L’area è stata poi recintata e resa inaccessibile.

Proteste. Su quel fazzoletto di terra dovrà sorgere secondo i piani di Palazzo Marino la seconda mini-piramide di Herzog & de Meuron, fotocopia ridotta di quella presente presso la Fondazione Fertinelli: diventerà la nuova sede del Museo della Resistenza.

Il comitato Baiamonti Verde comune però non ci sta. «Perché avete distrutto la scena e l’anfiteatro costruiti dagli artisti di strada? – si chiedono i membri del comitato -.Perché avete tagliato tutto, comprese tante piante e aiuole che stavamo curando da un anno? Perché avete nuovamente recintato e “lucchettato” tutta l’area? Che cosa abbiamo fatto di male?».

I fatti. Fino al 2017 il piazzale è stato occupato da un distributore della Tamoil, società a cui è stata concessa quella porzione di suolo pubblico. Secondo le normative la Tamoil dovrebbe riconsegnare quel terreno privo di elementi di occupazione. Per questo motivo avrebbe provveduto nei giorni scorsi alla rimozione dell’anfiteatro.

Tuttavia il Comitato non vuole sentir ragioni. «Noi rimaniamo, non ci facciamo intimidire dalla forza e dall’uso indiscriminato del potere, e siamo sempre disponibili a un confronto serio su quello che stiamo portando avanti ormai da tre anni», insistono però gli “anti-piramide”. A sostenerli tanti altri movimenti come i Frydays for Future, il Comitato Coordinamento San Siro ed i Verdi milanesi.

«Siamo stupiti e delusi. Qual è l’idea di cambiamento, di tutela ambientale, di attenzione ai beni comuni della nostra città? – punta il dito Elena Grandi, portavoce nazionale dei Verdi -. Il sindaco Sala non ha forse assunto la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale? Non ha forse assunto le deleghe all’ambiente? Non è a capo delle città C40? Vediamo della contraddizione tra dichiarazioni e atti. Se manca la volontà di rivedere i piani urbanistici, di smettere di consumare e di sprecare suolo, di valorizzare gli spazi aperti e le aree non costruite, di tutelare la salute dei cittadini, il clima, la qualità della vita. Se manca tutto questo è inutile continuare a parlare di ambiente. Siamo stanchi di greenwashing».

Da Palazzo Marino fanno sapere invece che i rapporti con il comitato ambientalista Baiamonti non sono per nulla interrotti: «Una volta che l’area sarà tornata in carico all’amministrazione, si valuterà la possibilità di attivare patti di collaborazione o altre modalità contrattuali per consentirne la fruizione pubblica fino all’avvio dei cantieri, nel rispetto e nella tutela degli spazi».

 

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