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25. 10. 2021 07:14

Processo strage di Pioltello: la Procura prende una decisione che fa discutere

Nuovi risvolti nel processo sul deragliamento del treno Cremona-Milano avvenuto nei pressi della stazione di Pioltello nel 2018. L'incidente provocò 46 feriti e 3 morti

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Nuovi risvolti nel processo sulla strage di Pioltello avvenuta nel gennaio 2018. La Procura – nel sollecitare il rinvio a giudizio per nove manager e tecnici di Rete Ferroviaria Italiana – ha chiesto l’archiviazione del caso per i vertici di Ansf, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie.

I motivi. Gli addetti al controllo delle infrastrutture ferroviarie sarebbero stati deresponsabilizzati nella triste storia del deragliamento di Pioltello perché a causa della mancanza di fondi, si registrava una carenza di “controllori”.

Gli ispettori straordinari delle linee ferroviarie dovrebbero essere una quindicina in tutta Italia, ma a causa della scarsità di risorse finanziarie all’epoca erano solo sette. Inoltre quando c’è qualche “missione” da compiere sulla rete ferroviaria vengono inviati in piccoli gruppi di due o tre persone.

Per tale motivo la mattina del 25 gennaio, la rottura del giunto binario vicino alla stazione di Pioltello non venne considerato un’emergenza tale da mobilitare i rari controllori della sicurezza.  Come disse il direttore di Ansf, Amedeo Gargiulo, ai magistrati, un guasto del genere, trattandosi di «materiale di consumo» è ritenuto un fenomeno «fisiologico».

Probabilmente non erano dello stesso avviso i 46 passeggeri, di cui 3 morti, che quella sfortunata mattina del 25 gennaio 2018, sedevano sul treno Cremona-Milano Porta Garibaldi.

 

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