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24. 06. 2021 04:00

Quale rilancio per lo sport? Le ricette per Palazzo Marino

La preparazione di Milano-Cortina 2026 rimette l’impiantistica e la sua gestione tra le priorità del prossimo quinquennio

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Si calcola che un milanese su quattro, forse anche di più, pratica regolarmente uno sport. C’è chi frequenta corsi, chi si autogestisce impiegando il tempo libero in palestra o correndo nei parchi. Il Covid ha interrotto questo fenomeno danneggiando un settore importante per la città. La nuova amministrazione è chiamata a rilanciare un settore importante per le famiglie, la salute dei cittadini e l’economia della città.

Comazzi, Forza Italia: «Un nuovo assessorato in vista delle Olimpiadi»

La pandemia ha frustrato lo sport più di tanti altri settori ma c’è la possibilità di ripartire. Lo sostiene Gianluca Comazzi, consigliere comunale e regionale di Forza Italia, che ricorda l’opportunità delle Olimpiadi 2026 e lancia una proposta per il nuovo mandato.

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Comazzi

Qual è la situazione dello sport milanese?
«Se consideriamo l’indotto e l’aspetto occupazionale, lo sport è una delle vittime principali del covid. E’ un peccato perché è la garanzia di buona salute per bambini, giovani e adulti».

In città la pratica delle varie discipline è sempre stata molto intensa.
«In una città così frenetica è molto importante: impianti, oratori, parchi, ogni spazio è un luogo per liberarsi».

Quanto hanno scontato le società private?
«Hanno risentito parecchio, hanno avuto le spese di manutenzione degli impianti anche quando erano inattive: molte realtà hanno chiuso, non avranno la possibilità di tornare».

Quale spazio può avere lo sport nel dibattito pubblico?
«Credo che sarà un tema centrale in campagna elettorale: Comune e Regione sono impegnate per le Olimpiadi del 2026, è una grande occasione di sviluppo per Milano».

In che modo inciderà sulla ripresa?
«Prevediamo 60 opere pubbliche, 11 miliardi di investimenti: questo significa lavoro per le imprese, occupazione».

Quale ruolo può avere il Comune?
«Importante, toccherà al nuovo sindaco fare l’inaugurazione nel febbraio del 2026. Purtroppo questa amministrazione si è segnalata per i suoi limiti nella gestione dello sport, è stata carente in modo particolare per non avere sostenuto le microrealtà sportive che sono un presidio sociale».

Cosa proponete?
«Per affermare la centralità dello sport credo che sia necessario pensare ad uno strumento nuovo: un assessorato che si occupi dello sport e della salute, due temi che vanno affrontati insieme».

Una proposta forte.
«Da 15 anni non si vedono politiche per lo sport, è una cosa da fare».

Quanto ci vorrà per riprendere le attività a pieno ritmo?
«Ci vorrà tempo per superare le diffidenze, sarà una ripresa graduale. Mi auguro che il governo faccia la sua parte offrendo il suo sostegno».

Arienta, Pd: «A settembre nuove attività nelle scuole»

Un tracollo iniziato nel febbraio dello scorso anno che ha lasciato tracce pesanti. E’ il quadro dello sport milanese che sembra in via di miglioramento: Alice Arienta, consigliere comunale del Pd, spiega a Mi-Tomorrow qual è stato e quale sarà il ruolo del Comune in questo difficile settore.

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Arienda

Quanto hanno sofferto gli sportivi milanesi la pandemia?
«Molto anche se in modo diverso. Chi prativa sport individuale, tipo la corsa, l’atletica, l’equitazione, ha potuto proseguire, mentre altri che seguivano discipline al chiuso come la danza o la palestra sono stati penalizzati: in generale diciamo che chi seguito le regole del Coni è riuscito a non subire discontinuità».

Com’è cambiato in questi mesi lo sport?
«Diverse attività individuali si sono svolte a casa, grazie a collegamenti video o solamente vocali con gli istruttori: non è il massimo, soprattutto nel secondo caso».

Il Comune quale ruolo ha svolto?
«Abbiamo agito in due direzioni. Con una delibera abbiamo prorogato alle società le convenzioni per un massimo di due stagioni sportive, inoltre abbiamo congelato il pagamento delle tasse, come Tari e Imu, sino a fine anno».

Quali sono le dimensioni delle realtà sportive in città?
«Ci sono circa 130 concessionari che hanno in gestione impianti del Comune».

Come ripartirà la stagione a settembre?
«Non è facile dirlo, il tema delicato sono le attività al chiuso. Bisogna pensare alle famiglie che dopo il secondo lockdown hanno avuto il voucher e poi hanno visto di nuovo lo stop: saranno combattute tra iscrivere i figli in un’attività all’aperto, per non correre rischi, o al chiuso».

Il Comune cosa può fare?
«E’ importante dare impulso alle attività sportive a scuola, con esperti del Coni. Facciamo già tante iniziative come i centri estivi, le Scuole Aperte. Inoltre si sono appena chiusi a fine aprile due bandi del Coni per sport per tutti: sport e quartieri e sport e salute a cui molte associazioni hanno partecipato e prevedono sport gratuito per tutti per l’anno prossimo».

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