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02. 08. 2021 19:45

Saldi, effetto Covid: partenza in ordine sparso e previsioni di spesa quasi dimezzata

Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio: «Senza la data unica del 1° agosto, e con la libertà alle Regioni di scegliere se anticipare di una settimana o meno, si sono create concorrenze tra territori limitrofi»

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Oggi, con un cambio di data in corsa, Lombardia insieme a Friuli Venezia Giulia e Piemonte anticipano la data dei saldi. Prima di loro solo Sicilia e Calabria, seguite qualche giorno fa dalla Campania, mentre il resto d’Italia tiene duro e attende il 1 agosto. Uno studio di Confcommercio ha analizzato questi strani saldi 2020 tra partenze in ordine sparso e previsioni di spesa quasi dimezzata.

Saldi, effetto Covid: partenza in ordine sparso e previsioni di spesa quasi dimezzata

E’ la prima giornata ufficiale di saldi in Lombardia, ma i consumi post lockdown, come specifica Renato Borghi (Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio) non sono, al momento, ripartiti. Soprattutto nelle grandi città che stanno vivendo un momento estremamente complicato, per l’elevato utilizzo dello smart working, della cassa integrazione e della situazione di incertezza che porta all’incremento del risparmio privato.

Stime. Secondo le stime quest’anno, per l’acquisto di capi scontati, ogni famiglia spenderà oltre il 40% in meno rispetto allo scorso anno, con una spesa media di 135 euro (vale a dire meno di 60 euro pro capite) per un valore complessivo dei saldi estivi per l’abbigliamento e le calzature intorno ai 2,1 miliardi di euro.

Concorrenza. Renato Borghi: «Senza la data unica del 1° agosto, e con la libertà alle Regioni di scegliere se anticipare di una settimana o meno, si sono create concorrenze tra territori limitrofi. I saldi rappresentano un rito collettivo, anche in tempi di Covid-19. Rispondono alle attese dei consumatori di trovare un affare, la soddisfazione di un desiderio o la gratificazione dopo un lungo periodo di rinunce».

Ripartenza. «Per far ripartire il settore – conclude Borghi – dobbiamo trovare sinergie e collaborazioni anche per permettere ai nostri centri di rivivere e dare maggior fiducia ai nostri connazionali verso l’acquisto nei negozi di prossimità. I saldi di fine stagione potrebbero così rappresentare una risposta, con un momentaneo picco euforico dei consumi, alle pesanti perdite registrate da oltre il 60% delle imprese dalla riapertura del 18 maggio».

Saldi 2020
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