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12. 05. 2021 20:19

Scuola, il direttore del Freud di Milano: «Si poteva fare di più per evitare la chiusura»

La scuola è ancora vittima delle decisioni della Regione: il rammarico di studenti e insegnanti

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La scuola è la prima vittima del passaggio in zona arancione rinforzato. Una situazione che getta nello sconforto migliaia di ragazzi e tutti coloro che avevano creduto che una ripartenza in sicurezza fosse possibile. Per Daniele Nappo, direttore dell’Istituto Freud di Milano, si poteva fare di più per evitare questo epilogo.

Le dichiarazioni. «Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha chiarito che i dati attestano che la trasmissione del virus a scuola è limitata – sottolinea il dirigente -.
Accettare l’interruzione delle lezioni in presenza è complicato se ogni sera ci sono centinaia di ragazzi in giro nei luoghi della movida, senza controlli sugli assembramenti. Nonostante le incertezze, la chiusura delle scuole è stata una delle misure restrittive decretate con maggiore disinvoltura: sia perché la correlazione tra scuole aperte e maggiori contagi di fatto è stata sempre data per scontata, sia perché è uno dei provvedimenti più semplici da attuare».

Secondo il dirigente sono mancati quegli elementi chiave per tenere sotto controllo la situazione nelle scuole. Tra questi spiccano il potenziamento dei trasporti, mai realmente avvenuto, scaglionamenti maggiormenti efficaci di ingressi e uscite ed infine il tanto richiesto e mai ottenuto, screening di tamponi rapidi nelle classi dove necessario.

«Tranne che per chi ci lavora – conclude amaramente Nappo -, la scuola non è mai stata in cima alla lista delle precedenze, ma delle preoccupazioni. Sono i giovani a pagare, adesso. Pagheremo tutti, domani, per questo buco nero educativo senza precedenti».

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