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30. 07. 2021 19:42

Seconde case ok, ma non ovunque: ecco le differenze

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Seconde case sì, ma non proprio per tutti. Se è vero, infatti, che il Dpcm in vigore consente lo spostamento degli italiani nelle seconde case, anche in zona rossa, è altrettanto difficile poter scavallare le ordinanze che alcune Regioni hanno adottato per impedire i traslo durante le festività pasquali.

Le regole. Il decreto dice chiaramente che, indipendentemente dal colore della Regione di origine e di arrivo, può andare nella seconda casa soltanto il nucleo convivente e soltanto se la casa è disabitata. Il permesso, però, è valido per chi è in grado di dimostrare di averne titolo (proprietario o affittuario da una data antecedente al 14 gennaio 2021). Ma tutto varia a seconda di quale sia la località da raggiungere. Non è consentito spostarsi nella seconda casa con amici e parenti.

Toscana. Niente da fare, ad esempio, per i milanesi che vorrebbero trasferirsi in Versilia. L’ordinanza emessa dal governatore della Toscana, Eugenio Giani, vieta fino all’11 aprile di raggiungere la seconda casa se non per motivi gravissimi.

Valle d’Aosta. Non si può andare nemmeno in Valle d’Aosta dove «sono vietati gli spostamenti in entrata per recarsi presso le proprie abitazioni diverse da quella principale (cosiddette seconde case)». Analoga ordinanza è stata adottata dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

Liguria. Via libera, invece, per le seconde case in Liguria, purché nel rispetto delle regole definite a livello nazionale: solo il nucleo convivente e per abitazioni di proprietà o regolate da contratto da affitto stipulato prima del 14 gennaio 2021.

Sardegna. Regole stringenti sono state adottate dal governatore della Sardegna, Christian Solinas. Sull’isola «i proprietari di seconde case non residenti possono entrare solo per comprovate esigenze lavorative o motivi di salute e comunque presentando la certificazione di vaccinazione avvenuta o di negatività al tampone». Ad ogni modo prima dell’imbarco su navi e aerei ci si dovrà registrare sull’app “Sardegna Sicura” ma anche la documentazione che attesta «i requisiti previsti dal Dpcm del 2 marzo scorso per gli spostamenti dalle regioni di provenienza». Le compagnie aeree e marittime «potranno vietare l’imbarco in caso di documenti incompleti o se i passeggeri non hanno i requisiti necessari».

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