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25. 06. 2021 03:10

Addio a Seid Visin, l’ex primavera del Milan si è suicidato a soli vent’anni: «Mi schifano per il colore della mia pelle»

Il giovane ha lasciato una lettera straziante prima di morire

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Seid Visin aveva solo vent’anni. Ha lasciato una lettera straziante prima di togliersi la vita: «Ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone». Il giovane ragazzo etiope, ex primavera del Milan insieme a Gigio Donnarumma, è stato ritrovato senza vita nella sua abitazione l’altro giorno.

Seid Visin e il peso del razzismo

Seid Visin, originario dell’Etiopia, era stato adottato da una famiglia di Nocera inferiore. Qui aveva iniziato a muovere i primi passi nel mondo del calcio per poi essere notato dal Milan. Si trasferisce a Milano per giocare tra le file della primavera. In quegli anni è il compagno di stanza di Gigio Donnarumma.

Dopo il Milan passa al Benevento per poi decidere di abbandonare il calcio professionisto: voleva studiare e così il calcio torna ad essere semplicemente divertimento da condividere con i compagni dell’Atletico Vitalica, piccolo club di calcio a 5.

Tuttavia Seid Visin si sentiva discriminato per il colore della sua pelle. E proprio questo peso lo potrebbe aver condotto al suicidio. Qualche tempo fa scrisse una lettera ai suoi amici e che ora risuona come un testamento.

«Io non sono un immigrato – scriveva -. Sono stato adottato da piccolo. Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sembra che si sia capovolto tutto».

La lettera prosegue parlando delle discriminazioni quotidiane subite. «Ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, specie anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche come responsabile perché molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro».

Il peso di tutto ciò, giorno dopo giorno, ha portato alla rottura di qualcosa nella vita di Seid Visin. «Dentro di me è cambiato qualcosa – proseguiva il giovane -. Come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato, come se dovessi dimostrare alle persone, che non mi conoscevano, che ero come loro, che ero italiano, bianco».

 

 

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