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19. 01. 2021 07:08

Sfratto al Covid Hotel: il Comune si schiera dalla parte del King. Maran: «Vogliamo delle scuse»

I gestori dell’albergo in corso Magenta volevano accogliere pazienti positivi

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Corso Magenta 19: i gestori del King Mokinba Hotel avevano l’intenzione di rendere la struttura un nuovo Covid hotel per la rete di Regione Lombardia. L’idea nasce in seguito alla diminuzione della richiesta dei clienti: in mancanza di turisti, dunque, gli hotel vedono la possibilità di risollevare le proprie entrate economiche oltre ad offrire un servizio essenziale alla comunità.

In questo caso, però, al contrario delle altre tre strutture milanesi che hanno attivato questo progetto, sono sorte questioni che hanno rallentato la partenza. Una problematica che ha sollevato numerose polemiche, vista l’importanza di questi centri. A Milano sono oltre 245 le stanze messe a disposizione per i pazienti asintomatici che necessitano di alloggi per l’isolamento.

Sfratto. L’immobiliare proprietaria dello stabile dove si trova il King Mokinba Hotel, la Denas srl, ha diffidato i gestori che hanno ricevuto lo sfratto. Il provvedimento, si apprende dalla lettera che fornisce le spiegazioni, è stato preso perché l’hotel risulta essere adiacente ad altre attività della città. Questo porterebbe a problematiche di «natura logistica» per altre attività che non possono subire ulteriori stop.

«Qualsiasi operazione di trasformazione in Covid hotel dev’essere immediatamente interrotta e non proseguita – si legge nella nota –: altre attività e immobili adiacenti potrebbero risentire della presenza di soggetti ad alto rischio di contagio, ovvero portatori della malattia».

Maran. Come riporta il Corriere della Sera, il Comune di Milano si è detto pronto a sostenere l’attività proposta dai gestori del King, un appoggio essenziale per i malati di Covid che non possono effettuare la quarantena altrove.

«I Covid hotel non sono un danno per la città – ha sentenziato l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran –. Se ci saranno azioni legali, il Comune è pronto ad intervenire. Auspichiamo non solo l’interruzione dello sfratto, ma anche le scuse della proprietà a tutta la città».

In breve

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