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31. 07. 2021 21:00

I sindacati: «Il decreto del Governo è una presa in giro»

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I sindacati non sembrano d’accordo con il Dpcm del Governo sulle chiusure delle attività produttive non essenziali. «Non ci faremo prendere in giro: fermate subito le attività che non sono essenziali, senza se e senza ma!», dichiarano Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza. «Nel nuovo decreto – spiegano – sono indicate le attività che non dovranno fermarsi perché ritenute essenziali o strategiche. Fim, Fiom e Uilm di Milano ritengono che le aziende che non appartengono strettamente a quei settori debbano prepararsi ad interrompere immediatamente la loro attività fino al 5 aprile e utilizzare la cassa integrazione prevista per l’emergenza Covid-19». «Sono fatte salve le attività necessarie per mettere in sicurezza gli impianti – scrivono i sindacati -. Nelle aziende nelle quali non si riscontrerà questa disponibilità si agirà con lo sciopero proclamato a livello nazionale da Fim, Fiom e Uilm con comunicato del 20 marzo. Non ci faremo prendere in giro, la salute di tutti è la nostra priorità».

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