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14. 06. 2021 10:02

Smart working, la lettera di Sala: «Una città resa fantasma è un incubo inaccettabile»

Il sindaco Sala scrive una lettera al Corriere per chiarire ancora una volta le sue posizioni sullo smartworking

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Il sindaco Sala, dopo il dibattito acceso sulla questione “smart working”, ha scritto una lunga lettera al Corriere della Sera cercando di chiarire le proprie posizioni.

La lettera. Secondo il primo cittadino esistono «delle nubi sull’aggettivo smart», in quanto tutti coloro che hanno usufruito di questa nuova modalità di lavoro «lo hanno fatto fuori da un contesto di regole e tutele adeguate a questo nuovo strumento».

Lo smart working è indubbiamente uno strumento di innovazione per l’epoca digitale in cui viviamo, ma il passaggio verso questa nuova transizione dovrà essere graduale ed accompagnato da una gestione diversa.

«Penso che lo smart working debba rientrare tra i diritti dei lavoratori nella nuova era digitale – scrive Sala in un passaggio della sua lettera -, in un possibile ripensamento adeguato ai tempi, dei diritti e dei doveri in generale. Forse di un nuovo Statuto dei lavoratori. Lo smart working è quindi uno strumento fondamentale per costruire un nuovo modello di sviluppo, ma non può essere preso in considerazione senza valutare sino in fondo anche tutti gli effetti collaterali e le ripercussioni che una adozione massiccia di questa modalità,senza un percorso di transizione ben governato, può generare sulle città».

Per quanto lo smart working possa essere rivoluzionario, se non adeguatamente regolato potrà diventare una nuova occasione di sfruttamento per i lavoratori. Inoltre per il primo cittadino non va trascurato un elemento fondamentale, come «la costrizione che deriva dal non avere relazioni fisiche con gli altri».

«Per questo il mio invito è rivolto a tutte le lavoratrici e i lavoratori, così come agli imprenditori – scrive ancora il sindaco in uno dei passaggi conclusivi -: appena possibile, con le dovute cautele e con la necessaria attenzione per tutti quei lavoratori che devono tenere al momento in un equilibrio difficile lavoro e famiglia, bisogna ricominciare a fidarsi. Tornare a riprendere la ricchezza delle nostre vite, che è anzitutto l’insieme di relazioni che intratteniamo. Una città, resa fantasma, è un incubo inaccettabile».

 

 

 

 

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