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16. 10. 2021 13:56

Fisco, decreto agosto: stop a cartelle e pignoramenti fino al 31 ottobre

La riscossione dovrebbe riprendere a pieno ritmo solo da gennaio: secondo quanto si apprende da fonti di governo. In fase di valutazione anche la proroga della moratoria dei mutui

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Il nuovo stop è subito finito ai primi posti dell’agenda fiscale in vista del prossimo provvedimento: cartelle esattoriali e pignoramenti avrebbero altrimenti investito contribuenti, persone fisiche e imprese che, nella maggior parte dei casi, sono ancora alle prese con i forti problemi i liquidità generati dalla brusca frenata dell’economia.

Fisco, decreto agosto: stop a cartelle e pignoramenti fino al 31 ottobre

In un video su Facebook, la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo fa sapere che «Con la parte più consistente delle risorse del nuovo scostamento da 25 miliardi intendo fornire ulteriore protezione a lavoratori e imprese in questa fase di ripartenza».

Due mesi. Il decreto agosto fermerà quindi per altri due mesi le cartelle fiscali, comprese quelle che hanno imboccato la strada della rateazione, ma anche solleciti, pignoramenti e ipoteche. «Nel provvedimento – aggiunge la ministra – ci sarà la proroga di altre 18 settimane di cassa integrazione o in alternativa uno sgravio per quelle aziende che decidono di fare rientrare i propri dipendenti al lavoro, rinnovo dello stop dei licenziamenti incentivi per le nuove assunzioni, rifinanziamento del fondo nuove competenze proroga della Naspi e della discoll».

Stop. Questo nuovo stop alla riscossione è dunque la misura a più ampio raggio dal punto di vista della platea interessata.
A maggio le esigenze della finanza pubblica avevano imposto di delineare un ritmo serrato per la ripresa, a partire da settembre, dei pagamenti sospesi alle partite Iva, che sarebbero stati richiesti in quattro rate mensili per chiudere i conti a dicembre. Ma il nuovo deficit da 25 miliardi ha aperto lo spazio per allungare queste scadenze.

Rimodulazione. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha parlato nei giorni scorsi di una “rimodulazione”: i pagamenti fermati fra marzo e maggio subiranno un taglio del 50% nel 2020 e il resto verrà rinviato al 2021-2022. Va inoltre ricordato che quest’anno è già stato cancellato definitivamente il saldo e acconto dell’Irap per 3,9 miliardi.

Mutui. Ancora al vaglio la proposta di prolungare la vita della moratoria sui mutui: molte famiglie si trovano in forti difficoltà economiche, testimoniate dai numerosi mutui interessati dalla moratoria che ha raggiunto i 290 miliardi in termini di valore del debito.

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