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17. 06. 2021 01:07

Caso Suarez, lo sfogo della campionessa Danielle Madam: «Ci sono extracomunitari di serie A e di serie B»

L'atleta della nazionale italiana lancia un appello dopo lo scandalo Suarez

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Il caso Suarez ha dimostrato ancora una volta come il concetto di “uguaglianza” sia ancora molto spesso un qualcosa di astratto.  Danielle Frederique Madam, 5 volte campionessa italiana di getto del peso, ha sfogato tutta la sua frustrazione in merito alla vicenda in un lungo post su Facebook.

Il post.  Danielle Frederique Madam, per 5 volte campionessa italiana di getto del peso, vive e studia a Pavia ed è tesserata con la Bracco Atletica di Milano, ma non ha la cittadinanza italiana, nonostante viva in Italia dall’età di 7 anni.

«Sono in Italia dall’età di 7 anni (quindi da ben 16anni!) – si legge nel post dell’atleta – e sin da piccola sono sempre stata una ragazza molto determinata, con lo studio come nell’atletica, ho sempre impostato la mia vita su piccoli grandi obiettivi da raggiungere.
Ho fatto tutti i miei studi qui, frequento l’ultimo anno di università della facoltà di comunicazione, innovazione e multimedialità di Pavia, parlo perfettamente italiano e in atletica grazie ai miei sforzi, nel mio piccolo, ho vinto 5 titoli di campionessa italiana e molti di campionessa regionale assoluta».

danielle madam suarez

Nonostante la sua presenza in Italia da tanti anni, e nonostante abbia rappresentato la nostra nazionale in più occasioni, non è ancora riuscito ad ottenere la cittadinanza italiana.

«Questo é davvero troppo – continua il post -! Ci sono extracomunitari di serie A (in tutti i sensi) ed extracomunitari di serie B, o meglio, c’è chi guadagna 10milioni a stagione quindi “non glieli puoi far saltare perché non ha il B1″, e ci sono tanti giovani che come me hanno passato la più parte della loro vita qui, studiano o lavorano ma sono fantasmi per lo stato».

Tuttavia Danielle non perde la speranza. «Nonostante tutto credo in questo paese – conclude il suo messaggio -, credo nella giustizia e spero che un giorno qualcuno dall’alto si metterà la mano sulla coscienza e penserà anche ai diritti negati ai noi, italiani di seconda generazione senza cittadinanza italiana».

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