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15. 01. 2021 23:50

Il Tar “boccia” la DAD: i genitori degli studenti vincono il ricorso

Il Tribunale amministrativo rimescola le carte sulla scuola: cosa accadrà adesso?

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Sembrava impossibile, ma invece Davide ha battuto Golia, almeno per ora. Il ricorso al Tar presentato dal comitato A Scuola! contro l’ordinanza di Regione Lombardia che prevedeva la chiusura delle scuole superiori fino al 25 gennaio è stato accolto.

Futuro. In teoria i ragazzi potrebbero tornare in classe già a partire da oggi: la sentenza stabilisce che l’ordinanza regionale dell’8 gennaio debba essere sospesa «nella parte in cui si disciplina la didattica a distanza, imponendola al 100%, nel periodo compreso tra i giorni 11 e 15 gennaio».

Il Tar evidenzia che «il pericolo che l’ordinanza vuole fronteggiare non è legato alla didattica in presenza in sé, ma al rischio di assembramenti correlati agli spostamenti degli studenti». Regione Lombardia, anziché intervenire sugli assembramenti «vieta radicalmente la didattica in presenza per le scuole di secondo grado, didattica che l’ordinanza neppure indica come causa in sé di un possibile contagio».

Il decreto del Tar sottolinea anche il fatto che le Prefetture di Milano e di altre province lombarde hanno adottato un piano ad hoc per gli spostamenti «finalizzato a consentire la didattica in presenza» di cui il «provvedimento regionale non tiene neppure conto».

Il comitato ha così commentato: «Nessuno ci avrebbe creduto, tranne noi di A Scuola! e i nostri avvocati. Stavolta il grazie è grande per loro, in particolare, e per tutti i genitori, studenti, insegnanti, presidi, sostenitori. Questo successo fa scuola!».

Nonostante il decreto del 3 dicembre (in scadenza il 15 gennaio) abbia previsto il ritorno in classe degli studenti delle superiori dopo le vacanze di Natale, solo Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta hanno riaperto le scuole questa settimana, ma la sentenza di ieri potrebbe aprire le porte ad altri ricorsi. Ora bisogna capire cosa accadrà nei prossimi giorni, in attesa del nuovo decreto del governo.

In breve

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