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26. 09. 2021 09:36

Torre dei Moro, ancora troppi quesiti irrisolti. L’inquilina: «Non ho più lacrime»

L’incendio della Torre dei Moro di via Antonini ha ridestato quella Milano fragile ed inerme che esiste, ma che troppo spesso si vuole nascondere. Ora il sequestro del grattacielo. E poi?

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Poco meno di due settimane fa la Torre dei Moro, il grattacielo in via Antonini nella periferia Sud di Milano, è stato improvvisamente avvolto dalle fiamme trasformandosi nel giro di pochi minuti in una gigantesca torcia. Immagini scioccanti che hanno lasciato i milanesi sospesi tra sgomento e paura. Con in testa un quesito: «Come è stato possibile?».

Torre dei Moro: alla ricerca di un colpevole

Il rogo, è vero, non ha causato alcuna vittima tra gli inquilini. Ma da quel 29 agosto gli inquirenti sembrano ancora brancolare nel buio, senza sapere ancora quale sia la reale causa dell’incendio. C’è solo una certezza: i rivestimenti esterni della Torre dei Moro erano in materiale plastico e non in Alucobond, il materiale ignifugo dichiarato dall’amministratore del grattacielo, Augusto Bononi. Per questo motivo le fiamme si sono propagate in così poco tempo.

L’incendio è scoppiato al quindicesimo piano facendo pensare in un primo momento ad uno sfortunato corto circuito. Peccato che l’inquilino dell’appartamento fosse in ferie ed avesse staccato per precauzione la corrente. L’ultima supposizione parla, invece, di un “effetto lente”: i raggi del sole riflessi da un oggetto, come ad esempio una bottiglia, potrebbero aver causato un’autocombustione. Uno scenario che non convince nessuno.

Nel frattempo, la Procura ha disposto il sequestro della Torre a causa della possibilità di crolli dovuti al danneggiamento della struttura. Gli inquilini sfollati attendono risposte e si chiedono quando potranno tornare nelle loro case. Ma c’è anche chi sa che una casa, al momento, non ce l’ha più.

La testimonianza dell’imprenditrice Lia Giorgio: «Mi sentivo sicura, ora non ho più lacrime»

Abbiamo aspettato una settimana prima di sentirci. Tanto era il dolore, l’incredulità. Tanti i perché. E chissà ancora per quanto non si sopiranno. Non poteva non essere la solita donna combattiva ed entusiasta della vita Lia Giorgio, imprenditrice nel settore della bellezza, che proprio il bello ha visto scivolare dai suoi occhi in quei maledetti dieci minuti di via Antonini: «Ora sono una donna sola – racconta a Mi-Tomorrow – e alla mia età mi ritrovo di botto ad avere in mano solo cellulare e chiavi di casa».

torre dei moro

È appena tornata da 5 ore di denuncia. Come si sente?
«Sono talmente frastornata… Ho assistito in diretta alla distruzione della mia casa. Si figuri che ero appena entrata e non mi ero accorta di nulla (l’allarme dell’impianto anti-incendio non è scattato, ndr). Dalla zona notte vedevo volare cose, allora sono uscita sul balcone e ho visto cadere strani filamenti. Sono scappata».

E poi?
«L’incendio è partito dalla parte est, in alto. Io ero al quarto piano, quindi sotto le fiamme, ma tutti i detriti che cadevano si fermavano sui tetti delle villette ai piani bassi e così sono finita tra due fuochi. Il ritorno di fiamma ha bruciato casa mia. C’era anche vento e la forma a vela del palazzo ha alimentato l’incendio. Tutti noi dell’ala est non abbiamo più nulla. Tutto liquefatto».

Ha avuto paura?
«Picchiavo alle porte urlando che c’era un incendio. Poi è arrivato un poliziotto che mi ha detto di andare via, la mia gattina è rimasta là: non l’ho potuta salvare. Altri cani grattavano alle porte… Una tragedia nella tragedia. È un dolore lancinante, non riesco a perdonarmelo».

E sarà anche impossibile dimenticarlo.
“Io mi sentivo sicura nella mia casa, invece è bruciato tutto come un castello di carta in meno di dieci minuti».

Dalla cronaca di questi giorni, sembra si sia attivata una catena solidale.
“Io ho ricevuto solidarietà soprattutto dalle mie clienti e dalla mia famiglia. So che Comune e Regione si stanno attivando, vedremo. Ma io non sono abituata a chiedere nulla. Per ora ho sentito tanta cattiveria. Ci hanno definiti il palazzo dei ricchi. Ma quali ricchi! Lì vivevano tante famiglie di giovani che hanno acceso mutui per costruirsi il futuro».

Viveva nella Torre dei Moro dal 2012, mai nessun problema?
«Pensi che avevo scelto di comprare in un palazzo di nuova costruzione proprio perché avevo pensato che alla mia età fosse la scelta giusta. Accendere un mutuo sì, ma in prospettiva non avrei dovuto affrontare lavori di manutenzione o altro e avrei potuto lasciare qualcosa ai miei nipoti. E invece…».

Ha ancora paura?
“Sì. Passano i giorni ed è peggio. Al momento è stato uno shock, mentre ora sto prendendo consapevolezza del fatto che non ho più niente, nemmeno un documento. Anche la macchina che era nel box è esplosa. La vita mi ha attraversato come un uragano di fuoco. Nella vita ho affrontato tante difficoltà e lutti, ma tutto questo…».

È sempre stata una donna combattiva, non lo dimentichi.
«Ma ora non ho più lacrime. La casa si ricostruisce, i ricordi bruciati no. Sono a pezzi. In questo anno di pandemia ho fatto di tutto per non licenziare le mie dipendenti. Il 27 avevamo appena riaperto e il 29 è successo questo inferno. Sono stanca. Come può finire tutto così?».

 

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