«Al Trivulzio muovono ancora i malati di notte e di nascosto»

Una testimonianza allarmante arriva direttamente all’agenzia Ansa da parte di un’operatrice sociosanitaria di 31 anni che lavora al Pio Albergo Trivulzio di Milano: «Stanno continuando a trasferire i pazienti da un reparto all’altro, senza aver fatto nemmeno i tamponi, lo fanno la sera di nascosto, gli anziani continuano a morire, la situazione non è migliorata».

Il racconto. «La prima mascherina nel mio reparto si è vista il 22 marzo – ha aggiunto -, il 12 marzo chiesi di averne una, ma a me come ad altre colleghe che le avevano portate da casa venne intimato dalla caposala di non usarle. Per spaventarmi mi ha anche detto che avrebbe segnalato la cosa al direttore generale».

Febbre. E ancora: «Hanno iniziato a misurare la temperatura ai dipendenti solo a fine marzo, c’era un termometro per reparto, io me lo portavo da casa». La donna ha spiegato che sia gli operatori che gli infermieri si erano accorti «che stavano nascondendo la gravità della situazione, noi capivamo che quelle non erano polmoniti normali, nel mio reparto il primo paziente per questa polmonite è morto il primo febbraio, poi piano piano si sono ammalati altri anziani e anche miei colleghi».

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