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10. 05. 2021 05:44

Variante inglese, la nuova strategia. Bertolaso: «Bisogna avere il coraggio di prendere decisioni. Siamo in guerra»

La conferenza stampa della Regione: priorità alle vaccinazioni nei comuni colpiti dalla variante inglese

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L’assessore al Welfare, Letizia Moratti, ha presentato in conferenza stampa la nuova delibera emanata dalla Regione relativa al cambio di strategia della campagna vaccinale.

Contenimento. «La variante inglese diventerà prevalente – ha esordito Moratti -. L’obiettivo del piano vaccinale resta comunque stabilire una governance chiara ed un processo omogeneo per tutti i lombardi che verranno vaccinati. Ribadiamo che la campagna verrà completata entro giugno, consegna delle dosi permettendo».

L’assessore ha poi citato l’efficienza ed il senso del nuovo tavolo tecnico tra Regione e ministero della Salute. «Abbiamo iniziato a presentare un tavolo tecnico con il ministero della Salute, l’Iss e l’Aifa – spiega Moratti -. Ci permetterà di agire con maggiore rapidità nelle decisioni rispetto alle tematiche da affrontare».

Attraverso il tavolo sono state già proposte alcune modifiche. «Abbiamo ad esempio chiesto ad Aifa di rivedere le posizioni sulla base di un’indicazione scientifica sull’allungamento tra la prima e seconda dose fino a dodici settimane per gli under 65 – spiega la vicepresidente -. Modifica accettata dal ministero. Ora stiamo valutando di vaccinare chi ha già contratto il virus con una sola somministrazione dopo sei mesi».

La nuova strategia vaccinale cercherà di contenere le varianti nelle zone dei focolai.«La variante inglese è prevalente in alcune aree con contagio superiore al 39% rispetto al virus non mutato. Bisogna perciò andare a vaccinare, rispettando prima il completamento del personale sanitario e degli over 80, verso quelle zone che presentano maggiori criticità».

Bertolaso. Dopo la vicepresidente Moratti ha parlato Guido Bertolaso. «Stiamo adottando nuove strategie rispetto le linee guida degli scorsi 12 mesi – spiega il responsabile dalla campagna vaccinale -. Chiudere quello che si poteva chiudere per limitare il contagio era una strategia che andava bene ad inizio pandemia. Oggi ci confrontiamo con un virus che cambia. Non possiamo sempre inseguirlo ed adattarci ai suoi capricci».

Da qui la necessità di adottare una strategia differente. «Immaginare qualcosa di diverso, la situazione di Brescia ce lo impone – prosegue Bertolaso -. Interveniamo anche questa volta dopo. Non sto dicendo che faremo una campagna di prevenzione efficace, ma cerchiamo di fare qualcosa di diverso da quello fatto fino ad ieri. Prendiamo spunto da Israele e dall’Inghilterra».

Bertolaso spiega poi il nuovo piano operativo. «Abbiamo pensato di creare una fascia di contenimento tra i comuni borderline tra Brescia e Bergamo – aggiunge -. Non possiamo vaccinare tutti gli abitanti dei comuni perchè non abbiamo sufficienti dosi. Ma questo non vuole essere un alibi. Qualcuno sfrutta il fatto che non ci siano vaccini sufficienti per non vaccinare come dovrebbe. Non è il caso della Lombardia. Bisogna vaccinare sempre e comunque. Bisogna correre ancora di più e avere il coraggio di prendere decisioni che in tempo di pace non andrebbero prese. Siamo in tempo di guerra».

Fontana. A concludere la conferenza un breve intervento del presidente Attilio Fontana. «Farò una richiesta formale al governo per avere un numero di dosi maggiori in Lombardia – dichiara -. Domani Giorgetti incontrerà i rappresentanti delle case farmaceutiche italiane per imbastire un discorso su una produzione nazionale di vaccini. È questo il traguardo a cui dobbiamo puntare».

 

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