vincenzo novari
vincenzo novari

Alla fine la corsa a tre l’ha vinta Vincenzo Novari: è il nuovo Ceo di Milano-Cortina 2026, ha superato in volata Tom Mockridge e Alberto Baldan grazie a un voto all’unanimità arrivato nel vertice a Roma tra il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, i numeri uno di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia e i sindaci di Milano e Cortina, Giuseppe Sala e Gian Pietro Ghedina.

 

Ha davanti una grande sfida, come fu quella che lo portò a fondare Andala, poi divenuta 3 Italia, dove è rimasto per sedici anni prima di avviarsi verso nuove avventure manageriali. Per il prossimo settennato il suo compito sarà guidare un’avventura che per l’Italia e la Lombardia vale, studi di Confcommercio alla mano, un indotto di 300 milioni di euro.

Le prime necessità arriveranno subito: spingere per la realizzazione della legge olimpica, attenuare le divergenze tra governo e Coni, far sì che il CIO non faccia pesare una volta di più il depotenziamento dell’organo sportivo nazionale per antonomasia. Dovrà garantire che non ci siano sperperi e che le tempistiche vengano rispettate, sia per quel che riguarda l’iter burocratico che per la realizzazione delle (poche) strutture mancanti da qui al 2026. Sarà certamente spettatore interessato rispetto a quel che sta accadendo a San Siro, dato che nell’attuale Meazza dovrebbe tenersi la cerimonia d’inaugurazione.

Avrà qualche vantaggio da cui poter partire: l’esperienza di Torino 2006, non così lontana nel tempo, manifestazioni come Cortina 2021 che nel corso del cammino aiuteranno a capire a che punto del percorso si è arrivati. Altri possibili ostacoli che dovrà superare potremmo saperli solo con una palla di vetro davanti e basandoci su capacità divinatorie: nessuno può sapere quanto durerà il governo nazionale e quali saranno le posizioni che verranno sostenute da chi verrà.


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